Autonomia differenziata: illusioni e realtà

L’approvazione al Senato del disegno di legge Calderoli, che definisce le procedure per la realizzazione della autonomia differenziata delle Regioni, è il primo passo di un percorso lungo e tormentato. Non per questo si può attendere. È necessaria da subito una mobilitazione per contrastarne l’iter e per fugare l’illusione che tale autonomia possa essere utile. Non lo è infatti, a ben guardare, neppure per le regioni ricche.

Contro l’autonomia differenziata per salvaguardare il servizio sanitario nazionale

La disparità territoriale nell’accesso alle cure è, in Italia, una realtà, una frattura che costringe le cittadine e i cittadini a spostarsi da una regione all’altra per essere curati. Con l’Autonomia differenziata prevista nel disegno di legge Calderoli questa frattura è destinata a diventare una voragine. Per evitare che ciò accada e salvaguardare almeno un minimo di Sistema sanitario nazionale occorre mobilitarsi. Subito.

L’autonomia regionale differenziata: domande e risposte

Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della bozza Calderoli sulla autonomia regionale differenziata parte la corsa verso la secessione delle regioni ricche. Per ora è solo uno spot elettorale ma già ne sono chiari i guasti istituzionali. È dunque necessaria da subito un’opposizione senza sconti: per eliminarne la possibilità o, quantomeno, per ridurne l’ambito di applicazione.

La secessione attraverso la scuola

Spezzettare la scuola con livelli differenziati nell’istruzione per aree geografiche, come si vorrebbe fare a seguito dei referendum dell’ottobre 2017 in Lombardia e Veneto, significherebbe introdurre una narrazione differenziata della nostra comunità politica e provocare una secessione delle regioni del Nord.