Alfiero Grandi, politico e sindacalista, è vicepresidente del “Comitato per il NO” (nato per contrastare la riforma costituzionale promossa dal Governo Renzi)

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Nucleare. Un altro referendum è possibile

Dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) che hanno bocciato il nucleare e dopo la debacle nel referendum sulla giustizia, il Governo ci riprova. Di nuovo proponendo il nucleare, spinto dalla disperazione per la manifesta incapacità di affrontare la crisi energetica. Sarebbe una scelta del tutto inadeguata e in violazione della Costituzione che, se praticata, porterebbe inevitabilmente a un nuovo referendum.

Contro il premierato: nonostante silenzi e censure

L’intero establishment insorge scandalizzato per i cori di alcuni giovani contro una ministra a cui – si dice – è stato impedito di parlare con una sorta di inaccettabile “censura”. Curiosa denuncia in un paese in cui quotidianamente le richieste di contraddittorio sui temi della riforma costituzionale sono disattese dalla TV pubblica e dai grandi giornali “indipendenti”: da ultimo “La Stampa”.

Referendum. L’assordante congiura del silenzio

Perché ridurre il numero dei parlamentari? Non per risparmiare, ché il corrispettivo è pari, per ciascuno di noi, a un cappuccino all’anno. E neppure per ridare centralità al Parlamento, la cui crisi di credibilità si può risolvere solo con il potenziamento e non con la riduzione della rappresentanza. E allora?

Il Fondo Salvastati così non va

Il Fondo Salvastati (Mes) è la tessera di un mosaico di cui fanno parte il Fiscal Compact e il sistema della Unione bancaria europea. È dunque necessaria, per l’Italia, una valutazione complessiva all’esito della quale negoziare modifiche sostanziali. In mancanza, meglio una pausa di riflessione prima di ogni approvazione. solo guai.

Un referendum contro il taglio dei parlamentari

Il taglio dei parlamentari è stato approvato anche con il voto di Pd e Leu. Gli interventi per “compensarlo”, a cominciare dalla legge elettorale, sono incerti e insufficienti. Non resta che il referendum, possibile per l’approvazione da parte del Senato con una maggioranza inferiore ai due terzi. Sempre se si raccoglieranno le firme necessarie…