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Per un’Europa federale: il popolo europeo esiste

L’Unione europea è un’entità in cerca d’autore. Ma la scelta è ineludibile: o si andrà verso gli Stati Uniti d’Europa (coniugati in modo originale) o si regredirà a un’Europa delle nazioni (di cui già abbiamo visto i danni). Non è vero che manca un popolo europeo e che ciò osta a una democrazia sovranazionale. Il popolo europeo, plurinazionale e plurilinguistico, esiste: basta riconoscerlo e dargli voce.

Se le Assemblee parlamentari chiamano alla guerra

Il 23 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che definisce la Russia «Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici». Vero il fatto, ché ogni guerra è una forma di terrorismo alla massima potenza, la risoluzione, mai adottata in casi analoghi, è, in realtà, una forzatura politica perché allontana ogni possibilità di un’intesa di pace (impossibile con uno “Stato terrorista”).

Costruire pace o cimiteri?

La pace in Ucraina è possibile ad alcune condizioni, evidenziate in un documento di 30 ambasciatori italiani: 1) il simmetrico ritiro delle truppe e delle sanzioni; 2) la definizione della neutralità dell’Ucraina sotto tutela dell’ONU; 3) lo svolgimento di referendum gestiti da autorità internazionali nei territori contesi». Ma il Parlamento europeo si muove in senso contrario, verso una “pace dei cimiteri”.

Orbán, l’Europa e il Partito popolare

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di gravi sanzioni nei confronti dell’Ungheria per violazioni dei valori dell’Unione. Difficilmente la proposta avrà seguito essendo richiesto il voto unanime del Consiglio europeo. Ma è un segnale importante e una prova per il Partito popolare in vista delle elezioni europee.