Val Susa: ancora a fuoco un presidio No Tav

Il 4 gennaio è andato a fuoco il presidio No Tav di San Didero. Dopo gli incendi di quelli di Borgone, di Bruzolo, di Vaie e dello spazio sociale VisRabbia di Avigliana. Tutti ovviamente ad opera di ignoti, e questa volta, di fronte a fari puntati, blindati, telecamere. Ma il movimento non si scoraggia: il presidio sarà presto risistemato e, intanto, si è ricominciato con una grande polentata.

Direttore di “Repubblica”, noi intanto ti quereliamo!

Chi sono i terroristi? “Il movimento No Tav e i suoi aderenti” dichiara, confidando nell’impunità dei potenti, il direttore de “la Repubblica” Maurizio Molinari. Tempo di organizzarsi e poi, da ieri, centinaia di valsusini corrono a comprare la marca da 3,92 euro da apporre sull’atto di querela. Venerdì è il gran giorno: direttore, noi intanto ti quereliamo (e saremo centinaia)!

E allora le foibe? E allora i no Tav?

Il direttore di “Repubblica”, Maurizio Molinari, definisce i no Tav un’organizzazione terroristica. È un falso grossolano, smentito anche in sede giudiziaria, e Molinari ne risponderà in tribunale. Ma è anche il segno della spregiudicatezza con cui i grandi giornali sedicenti indipendenti (e le loro firme) criminalizzano chi non asseconda il potere e i suoi interessi.

Ago e filo contro il TAV e la repressione

“No Tav – No smarino” sta scritto su due maxibandiere cucite da centinaia di donne a Caprie, in Val Susa, in una grande sartoria all’aperto. Mentre i fascisti assaltano impunemente sedi sindacali, la repressione continua ad abbattersi sui No Tav (da Eddi a Dana, da Nicoletta a Fabiola). Ma la Val Susa reagisce con una fantasia contagiosa che coinvolge chi ha a cuore la democrazia.

Visti da vicino non sono poi così brutti…

La storia orale è un veicolo di conoscenza di rara efficacia. Anche del movimento No Tav. Per ora sono 12 i racconti di vita – profondi, intensi, con radici fin nella resistenza – proposti dal sito www.traccenotav.org. Vederli è una grande emozione: visti da vicino questi No Tav non sono poi così brutti come li dipingono!

Nebbia in Val Susa: tra sassi e manganelli

La notte del 12 aprile polizia e carabinieri in assetto da guerra hanno occupato l’area di San Didero destinata ad autoporto bloccando gli accessi e tentando di sgombrare il presidio No TAV. I valsusini accorsi sono stati respinti con lacrimogeni e manganelli. Ma politici e media mainstream deprecano la violenza dei No TAV.

Pensavo fosse un treno, invece era un camion

Sitaf e Telt hanno deciso: ci vuole un nuovo autoporto, da realizzare a San Didero, per sostituire quello di Susa che deve far posto ai cantieri del Tav. Opera inutile, ma l’allegra giostra deve continuare a girare, con la protezione dello Stato e della sua polizia. Cosa importano Covid e povertà se sono in ballo 49 milioni di euro?