image_pdfimage_print

La biblioteca dell’ambientalista

La biblioteca di riferimento per un buon ambientalista è ricca e composita, a partire dall’antichità. Ma è con il secolo scorso che si arricchisce di una serie di testi imprescindibili per la costruzione di un progetto basato su solide radici, che consenta di affrontare un futuro denso di incognite determinate dai ritardi nel cogliere la necessità di tornare a vivere in armonia con l’ambiente naturale di cui siamo parte.

L’orsa JJ4 e noi umani

Tutti, competenti e incompetenti, dicono la loro sul destino dell’orsa JJ4 che in Trentino, forse preoccupata per la sicurezza dei propri cuccioli, ha aggredito e ucciso Andrea Papi mentre correva nel bosco. Se ne discute come se l’orsa fosse un essere umano e avesse senso, per lei, discettare di “punizione”. Io di risposte certe non ne ho, ma vorrei che si parlasse un po’ di più di noi: di adeguatezza dei progetti, di educazione, di informazione.

Convergere per insorgere nel nome della cura

“La rivoluzione della cura” è il titolo del nuovo libro di Marco Bersani che indica alcune linee per uscire dal capitalismo: la rivoluzione della cura, la sostituzione della competizione con la solidarietà, il potenziamento del mutualismo e del welfare territoriale, la valorizzazione della natura e dei beni comuni come alternativa all’estrattivismo e alla mercificazione. Senza mai rinunciare all’utopia.

“Niente di nuovo sul fronte occidentale”

“Niente di nuovo sul fronte occidentale” del regista Edward Berger (terzo adattamento cinematografico del romanzo di Remarque), in questi giorni nelle sale, ci dice della stupida follia delle guerre. E ci parla della pace della natura. Peccato che la guerra sia anche nei confronti della natura. Siamo dentro la terza guerra mondiale, quella contro l’ambiente. Nessuno, uomo, animale o pianta, può dirsi tranquillo.

«Non possiamo più convivere con questa corsa verso l’abisso»

Intervenendo alla Cop27 Lula ha, tra i pochi, segnalato la drammaticità della situazione del mondo e assunto impegni precisi per contrastare il cambiamento climatico: «Dimostreremo che è possibile generare ricchezza senza provocare ulteriori cambiamenti climatici e promuovere crescita e inclusione sociale avendo la natura come alleato e non come nemico da massacrare con trattori e motoseghe».

Aboliamo la parola “sostenibile”

Quando sentite i sindaci che promettono la città sostenibile o il turismo sostenibile e fanno aumentare le automobili in circolazione o i motoscafi o le seggiovie, che distruggono i boschi e sporcano l’aria e il mare, beni che le generazioni future dovrebbero trovare tali e quali come li abbiamo trovati noi, siate certi che vi prendono in giro.

Note per un cambio di rotta

Giustizia sociale e giustizia ambientale sono indissolubilmente legate. E un nuovo ordine dell’universo, rispettoso della natura e dell’uguaglianza, passa attraverso il protagonismo di chi maggiormente subisce l’attuale situazione. Per questo, un autentico cambio di rotta richiede, più che programmi generali, processi di coinvolgimento reale degli “ultimi”.

Quando l’ecologia si trasforma in imbroglio ecologico

L’ecologismo o è conflittuale o non è, e l’ecologia non sostenuta da un cambio di visione dell’economia è nulla più che un imbroglio. Si parla tanto di transizione ecologica, ma valutati i protagonisti cui è stata affidata, è assai probabile che essa si riduca a una transizione tecnologica fonte di ulteriore degrado. Mentre la new generation rischia di essere la last generation.