Il grido di Prevost: i morti in mare non sono frutto del caso

Leone XIV a Lampedusa è stato lapidario. Subito è iniziata la corsa a interpretare e minimizzare, ma il papa non poteva essere più preciso: “I morti in mare non sono frutto del caso, sono la conseguenza di decisioni prese e di decisioni mancate”. Sono dichiarazioni che collocano la Chiesa cattolica non solo contro i governi ma contro il capitalismo della globalizzazione. Nella speranza che ci sia la forza per continuare.

Roberto Saviano

Migranti, l’emergenza umanitaria

L’emergenza migranti c’è, ma non nei termini in cui viene raccontata, perché non è emergenza invasione ma emergenza umanitaria e l’Italia, insieme all’Europa, ancora una volta non sembra essere sulla strada giusta. Dovremmo ricordare che l’immigrazione, per un Paese demograficamente morto come l’Italia, è una benedizione e una necessità

«Non voglio vederlo!»

Di fronte alla disumanità inenarrabile che emerge in Kurdistan come di fronte a Lampedusa, risuonano le parole di Federico Garcia Lorca, il poeta ucciso dai fascisti spagnoli: «Non voglio vedere il sangue d’Ignazio!». E intanto un appello di donne ci ammonisce tutti: «Non parlateci più di valori occidentali. Non parlateci più di niente se non avete il coraggio di reagire. State zitti!».

Angeli e demoni

Una volta che la politica ha istituito alcuni gruppi sociali come nemici pubblici da perseguitare, l’esperienza del disumano si insinua nei territori della democrazia accecando le coscienze e riesumando gli spettri dell’odio, dell’angoscia, del disprezzo dell’umano. In Texas come a Lampedusa e a Primavalle.

Un mare di plastica

Siamo sommersi dalla plastica: in terra e in mare. L’inquinamento da plastica del Mediterraneo – il più elevato del mondo – ha spinto, tra l’altro, il sindaco di Lampedusa ad annunciare un’ordinanza per vietare la vendita di contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili e simili. Basterà?