Israele

Se Israele non si converte

Uscire dall’ ibridismo politico-religioso tra Stato d’Israele e religione ebraica non è solo la condizione della democrazia e la prima stazione della pace, ma sarebbe anche una straordinaria epifania di Dio, una correzione delle sue fuorviate immagini, una guarigione delle perverse rappresentazioni fornitene da ogni tradizione.

Cessate il fuoco in Palestina. E ora?

Anche dopo il cessate il fuoco tra Israele e la Palestina i nodi all’origine della violenza degli ultimi giorni restano irrisolti. La narrazione del “conflitto simmetrico” a cui indulgono i media nostrani e internazionali non fa che oscurare i reali rapporti di potere e il contesto di oppressione coloniale che grava sui palestinesi da 73 anni.

Il mio rapporto con Israele

Israele ha il pieno diritto di esistere e di difendere i propri confini. Non sono certo io a contestarlo. Quel che contesto sono le politiche dei Governi di Israele. I territori palestinesi sono stati occupati e colonizzati e oggi, nelle zone controllate dagli israeliani, c’è un vero e proprio apartheid. Questa è la situazione. E io dovrei tacere?

6 gennaio 2021: la normalità degli apartheid

Nello stesso giorno dell’assalto a Capitol Hill, il Governo di Israele ha comunicato che la vaccinazione contro il Covid non è disponibile per i Palestinesi dei territori occupati. Due eventi assai diversi che, peraltro, rimandano entrambi a situazioni di apartheid di soggetti e popoli esclusi dal godimento di diritti fondamentali.

La vendetta di Israele

L’arresto, avvenuto il 30 luglio, del coordinatore del BDS (“Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni”) nei Territori palestinesi occupati, Mahmood Nawajaa, è una evidente ritorsione contro la sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha sancito la legittimità della campagna del BDS. Sarebbe grave se l’Europa non reagisse con decisione.