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I migranti: sempre cittadini di serie B

Se il cittadino per nascita commette un reato ciò non incide, di regola, sul suo status. Ma se il reato ha matrice terroristica e a commetterlo è un cittadino originariamente straniero la cittadinanza gli viene revocata. Il periodo per farlo viene portato, con il disegno di legge-sicurezza, a 10 anni dalla condanna definitiva. Con ulteriore violazione del principio di uguaglianza e del carattere universale della cittadinanza.

Liberi di scegliere se restare o migrare

Il 1° gennaio 2023 erano residenti, in Italia, 5.050.257 cittadini stranieri. Il Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, giunto alla XXXII edizione, fotografa la situazione e le sue variazioni su diversi versanti (natalità, lavoro, scuola, status sociale) e conclude che, per superare l’approccio al fenomeno in termini emergenziali, è necessario, anzitutto, cambiarne la narrazione.

Per il lavoro che cambia, cambiare lo Stato

C’è un nesso insolubile tra democrazia e lavoro. Ma negli ultimi decenni il lavoro è cambiato, nella pratica e nella funzione economica e sociale. Dunque, la gestione democratica dello Stato deve tenerne conto, adattando le istituzioni, le forme organizzative e le leggi. Il cittadino, unità fondamentale e indivisibile dello Stato, deve essere protagonista di questa rivoluzione culturale.

Oulx. A scuola di “buona cittadinanza”

«Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere» scriveva Piero Calamadrei. Il messaggio è stato ben colto dall’Istituto superiore di Oulx, in alta Val Susa, che propone anche quest’anno una “scuola di buona cittadinanza” per tutti. Consapevole che, in una valle di passaggio e di saccheggio, o si vola o si muore