Fermiamo i padroni della Terra!

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«Padroni della Terra, / vi scrivo queste righe / che forse leggerete / se tempo avrete mai. […] / Lontano me ne andrò; / sul mare e sulla terra, / per dire no alla guerra / a quelli che vedrò. / E li convincerò / che c’è un nemico solo: / la fame che nel mondo / ha gente come noi». È così che, nel 1962, Luigi Tenco traduce la canzone di Boris Vian dedicata al disertore. La versione originale, cui è fedele la traduzione più recente di Ivano Fossati, si indirizza a un «signor presidente». Ma la versione di Tenco è, purtroppo, ancor più aderente alla realtà di oggi: «Padroni della terra».

Già, perché questa guerra che le nostre democrazie occidentali dicono di stare combattendo – per procura, «fino all’ultimo ucraino» – «in difesa della democrazia» è una guerra di padroni, di potenti. Gli stessi che distruggono il clima e condannano a morte il pianeta.

Il capo del governo dei migliori ci ha detto che siamo entrati in una economia di guerra. Bontà sua, che ce l’ha detto. Che siamo entrati in guerra con la Russia, quello no, non ce l’ha detto.

E il Parlamento? Siamo sull’orlo dell’olocausto nucleare, e la nostra Repubblica – che dovrebbe ripudiare la guerra, e cedere sovranità solo in condizioni di parità e per costruire giustizia e pace – è una delle potenze che corrono verso la guerra atomica. Ma il Parlamento non ne discute, il Governo non parla alla nazione: ci dicono che siamo in guerra per la democrazia: ma dov’è la nostra democrazia?

Il papa ha chiesto a tutti noi, di qualunque fede siamo, di continuare a «manifestare che la pace è possibile». E ha supplicato: «I leader politici, per favore, ascoltino la voce della gente, che vuole la pace, non una escalation del conflitto». Ma chi ascolta, nelle nostre famose democrazie, la voce della gente? I padroni della terra decidono, la povera gente muore. Gli ucraini, invasi da un despota sanguinario. I soldati russi, mandati al macello da quel despota.

È sempre stato così, lo sappiamo, in ogni guerra. «Il potere di aprire e far cessare le ostilità è esclusivamente nelle mani di coloro che non combattono», ha scritto Simone Weil. E Trilussa, nella sua Ninna nanna del 1914, ci diceva già che: «domani / rivedremo li sovrani (i padroni della terra: Biden, Putin, ndr) / che se scambieno la stima, / boni amici come prima. / E riuniti fra de loro / senza l’ombra d’un rimorso, / ce faranno un ber discorso / su la Pace e sul Lavoro / pe quer popolo cojone / risparmiato dar cannone!». Ma oggi ci chiediamo: ci sarà un domani? Qualcuno sarà risparmiato?

Tra potenze nucleari non ci sono guerre giuste: perché non ci possono essere vincitori, solo macerie radioattive. E nessuno a piantarci una bandiera sopra.

Nel 1965, don Lorenzo Milani scriveva (nel suo discorso in difesa dell’obiezione di coscienza) che, di fronte alla minaccia nucleare, «la guerra difensiva non esiste più. Allora non esiste più una “guerra giusta” né per la Chiesa né per la Costituzione». E, nel 2020, papa Francesco dice, in Fratelli tutti, che di fronte «allo sviluppo delle armi atomiche, chimiche, biologiche, […] non possiamo più pensare alla guerra come soluzione, dato che i rischi probabilmente saranno sempre superiori all’ipotetica utilità che le si attribuisce. Davanti a tale realtà, oggi è molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile “guerra giusta”».

Noi diciamo: l’unica guerra giusta è quella che non si fa. Fermatevi! Oggi, tutti noi gridiamo ai pochi maschi, anziani e ricchi, che sono padroni della terra: fermatevi! Non siamo organizzati, non abbiamo rappresentanza, non abbiamo democrazia: ma sappiamo di essere l’intera umanità.

Ricordate il film Don’t look up? I potenti della terra ci dicono che la cometa non arriverà: ma è già sopra di noi. E quella cometa è la guerra atomica. Fermiamo i padroni della terra, i signori della guerra! Fermiamoli, finché è possibile.

Intervento letto all’iniziativa “Pace Proibita” promossa da Michele Santoro il 2 maggio 2022 a Roma

Gli autori

Tomaso Montanari

Tomaso Montanari insegna Storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Siena. Prende parte al discorso pubblico sulla democrazia e i beni comuni e, nell’estate 2017, ha promosso, con Anna Falcone l’esperienza di Alleanza popolare (o del “Brancaccio”, dal nome del teatro in cui si è svolta l’assemblea costitutiva). Collabora con numerosi quotidiani e riviste. Tra i suoi ultimi libri Privati del patrimonio (Einaudi, 2015), La libertà di Bernini. La sovranità dell’artista e le regole del potere (Einaudi, 2016), Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità (Edizioni Gruppo Abele, 2017) e Contro le mostre (con Vincenzo Trione, Einaudi, 2017)

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One Comment on “Fermiamo i padroni della Terra!”

  1. Trattato sull Unione europea, art. 3:
    “L’Unione si prefigge di promuovere la PACE, i suoi valori e il benessere dei SUOI popoli.”

    il maiuscolo é mio, per evidenziare.

    le nostre sanzioni, la nostra guerra contro la Russia promuovono la pace, i valori e il benessere
    dei popoli dell’UE?

    le sanzioni danneggiano gravemente la nostra economia, e francamente non si capisce come un azienda che produce scarpe possa influire sull esito di una guerra.

    fornire armi significa a una nazione in guerra significa fare altri morti: russi.

    tutto cio danneggia gravemente i rapporti con la russia. farle guerra é una scelta scellerata che avra conseguenze
    DOPO che la guerra sara finita.

    la “recente” tendenza dell UE di volersi accollare tutti i problemi del pianeta ci costerá molto cara.
    danneggia la ns economia, i ns rapporti internazionali e commerciali, in altre parole: il nostro benessere.

    a parole sono tutti disposti a fare sacrifici per l UCraina. nei fatti, chi rinuncia al cellulare, al riscaldamento, al condizionatore?

    in italia, 36 miliardi per le armi sono stati trovati in pochi giorni. nel frattempo i pronto soccorso in tutta italia
    sono senza medici, gente aspetta fuori in ambulanza per ore.

    é questo il benessere dei popoli europei?

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