Le molte ragioni contro la proposta di legge elettorale della destra

La proposta di legge elettorale della destra è inaccettabile non solo per la dichiarata volontà di impedire, con essa, la vittoria della parte avversa ma anche per la finalità strategica. La sua idea di fondo è che le elezioni devono servire a eleggere non il Parlamento, ma il Governo, dotandolo di una maggioranza assoluta non scalfibile. Di qui una serie di distorsione che meritano di essere evidenziate e denunciare.

La Costituzione sfregiata

La fisionomia della Costituzione subisce da decenni alterazioni evidenti ma il fenomeno ha assunto proporzioni particolarmente vistose nell’ultimo anno in cui si sono succedute l’allegra trasformazione di un disegno di legge in decreto legge, una riforma costituzionale decisa dal Governo e approvata con un iter bulgaro e l’approvazione, con il voto di fiducia, di una legge accompagnata da un decreto legge di modifica.

A volte ritornano. Il premierato assoluto che piace a Giorgia

Nel bel mezzo delle tensioni internazionali su guerre e dazi, tra divisioni e litigi nella maggioranza, la presidente del Consiglio rilancia la riforma del premierato: per dare stabilità – afferma – al sistema e restituire ai cittadini il potere di scegliere da chi saranno governati. Non è così: la riforma produrrebbe, al contrario, una torsione plebiscitaria, incompatibile con una forma di governo democratica.

E se la via d’uscita fosse la legge elettorale proporzionale?

Lo strapotere del Governo è la cifra del nostro sistema ed è la causa del suo deterioramento. L’introduzione del premierato non farebbe che confermare quanto già di distorto vi è nella prassi. Per restituire credibilità al sistema occorrerebbe ripristinare un sistema elettorale proporzionale senza correttivi. Una legge elettorale proporzionale non sarebbe, in sé, salvifica, ma potrebbe esserlo l’idea di società che porta con sé.

E poi c’è Renzi…

E poi c’è Renzi. Il premierato della Meloni? No, grazie. Troppo poco. Alle preoccupazioni per le sorti della democrazia, l’ex aspirante riformatore, affossato dal voto popolare nel 2016, risponde da par suo: attaccando da destra e prendendo a modello le regole, lesive del pluralismo democratico, impiegate, dal 1993, nei comuni. Senza cogliere che la crisi del sistema non sta nella debolezza del Governo, ma in quella del Parlamento.

Il Governo Meloni e la lievitazione dei decreti legge

L’abuso dei decreti legge è un vizio antico del nostro sistema. Ma il Governo Meloni ha superato ogni limite. Nel suo primo anno di attività i decreti legge sono più del 50% dei provvedimenti normativi. Il Parlamento è totalmente emarginato e nessuna resistenza viene dal Presidente della Repubblica. Ma il Governo propone una modifica costituzionale per rafforzare ulteriormente l’esecutivo.

Il premierato made in Italy: prospettive e problemi

La “riforma presidenziale”, parola d’ordine della destra in campagna elettorale, sembra oggi sostituita da un altrettanto pericoloso “premierato forte”. Eppure, per realizzare una maggior stabilità di governo – se questo è l’obiettivo – basterebbe intervenire in modo equilibrato su alcuni meccanismi, come il rafforzamento delle prerogative del presidente del Consiglio e l’introduzione della “sfiducia costruttiva”.