25 settembre, il rimosso e gli spettri

La campagna elettorale appena conclusa è stata caratterizzata dalla rimozione di elementi decisivi: la posta in gioco reale della guerra in Ucraina, la fine degli assetti ideologici e geopolitici novecenteschi, le trasformazioni indotte dalla pandemia nella politica e nell’immaginario collettivo. Sono rimozioni che la probabile deriva verso il peggio ci impedirà di eludere.

Adolescenza tra speranze e timori. Un’indagine

Preoccupati e disillusi riguardo al futuro. Meno propensi, rispetto al passato, a iscriversi all’Università. Mangioni e sedentari, insoddisfatti del proprio aspetto fisico e in balia di una estetica dettata da influencer. Sempre più “connessi” e con un peggioramento dei rapporti in famiglia. Con un forte desiderio di viaggiare. È lo spaccato degli adolescenti che emerge dall’indagine 2022 del Laboratorio Adolescenza.

In morte di Mikhail Gorbacev: il sogno e l’incubo

Il 30 agosto è morto Mikhail Gorbacev. Negli stessi giorni, la follia della guerra in Ucraina (giunta al 190mo giorno) sancisce il tramonto del sogno da lui coltivato di un’Europa riunita e pacificata, dall’Atlantico agli Urali, in uno scenario caratterizzato dalla cooperazione fra le nazioni. Grazie all’azione dei nuovi architetti dell’ordine mondiale quel sogno si è trasformato in un incubo.

Siamo alla canna del gas: ma Putin, per ora, non c’entra

Il prezzo del metano è fuori controllo. La responsabilità peraltro, almeno per ora, non è di Putin ma delle imprese importatrici. Infatti, il prezzo del gas per imprese e famiglie non è determinato dall’entità della domanda e dell’offerta ma dai meccanismi speculativi che intervengono nel passaggio tra approvvigionamento e vendita al dettaglio. Solo regole rigorose sul punto possono risolvere il problema.

La transizione ecologica? Tutto rinviato, si trivella!

Il messaggio dell’Eni è chiaro: il metano c’è, basta cercarlo e trivellare; intanto si può continuare a mandare in atmosfera gas climalteranti. Fa impressione che il messaggio venga dopo che mezza Europa è stata devastata dagli incendi, le temperature sono fuori controllo, fiumi prosciugati, pezzi del sud europeo desertificati. Ma tant’è: la legge del profitto (di pochi) deve prevalere sulla salute di tutti.

Effetto farfalla. Un anno dopo la fuga da Kabul

Un anno fa le truppe statunitensi fuggivano precipitosamente dall’Afghanistan abbandonando la popolazione al potere dei talebani. L’anniversario impone una riflessione su decenni di politica internazionale estesi fino all’oggi. In Afghanistan hanno perso tutti, tranne il complesso militare-industriale che ha visto lievitare i propri profitti di morte. È quel che rischia di accadere in Ucraina.

La scelta suicida del soldato Letta

Pur se apparentemente marginale nei programmi elettorali, la guerra ne è, in realtà, il centro. Chiunque vinca le elezioni avremo un governo di stretta fedeltà atlantica, appiattito sulla prospettiva del prolungamento senza limiti della guerra in Ucraina. Solo in vista di un simile esito si spiega, del resto, la scelta di Letta, elettoralmente suicida, di rompere l’alleanza in atto con il Movimento 5Stelle.

La condotta di guerra delle forze ucraine e la popolazione civile

Nel contrastare l’invasione russa, le forze ucraine hanno collocato basi e usato armamenti in centri abitati, scuole e ospedali. Ciò viola il diritto internazionale umanitario perché trasforma obiettivi civili in obiettivi militari (come è in concreto avvenuto). È quanto ha accertato Amnesty International con una ricerca condotta tra aprile e luglio nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv.