Ancora sul voto utile

Nell’ultima settimana di campagna elettorale l’invito al voto utile si fa più pressante, anche se l’espressione è utilizzata con significati diversi (contributo ad assicurare la formazione del governo, o a contenere una sconfitta, o ad eleggere dei parlamentari). Forse sarebbe meglio chiedersi che cosa possa essere davvero “utile” alla costruzione di un’alternativa pacifista, ecologista, anti-capitalista, a questo orribile presente.

grande fuga

La grande fuga

I 523 giorni del governo Draghi hanno lasciato il sistema politico italiano in uno stato di disgregazione senza precedenti. La grande fuga del Migliore dalle sue responsabilità – perché è di questo che si è trattato – lascia dietro di sé scenari aperti a una preoccupante rivincita della destra peggiore. La mancata riforma elettorale in senso proporzionale è una responsabilità inescusabile del Pd in primo luogo e dell’intero campo democratico.

Il Governo Draghi è davvero intoccabile?

Di fronte alla nuova fase di guerra (per ora fredda) tra blocchi contrapposti, l’Italia ha di fonte a sé due strade: un atlantismo prono e acritico e la promozione di un multilateralismo che rifiuta lo scontro tra civiltà e persegue una decostruzione dei blocchi dall’interno. Su questo, non su effimeri personalismi, si devono giocare le sorti di un Governo che non è detto debba durare sino al termine della legislatura.

La vittoria di Pirro di Monsieur Macron

Nelle presidenziali e nelle legislative francesi, chi ha perso di più è chi ha vinto. Macron ha perso un numero significativo di voti e, soprattutto, ha visto sconfitta la sua pretesa di governare senza ingombri e senza compromessi con le opposizioni. Ora dovrà venire a patti sia con Marine Le Pen che con Mélenchon che, pur senza sfondare, hanno aumentato il loro consenso. E ciò cambierà la politica del paese.

Fermiamo i padroni della Terra!

Noi diciamo: l’unica guerra giusta è quella che non si fa. Fermatevi! Oggi, tutti noi gridiamo ai pochi maschi, anziani e ricchi, che sono padroni della terra: fermatevi! Non siamo organizzati, non abbiamo rappresentanza, non abbiamo democrazia. Ma sappiamo di essere l’intera umanità. Fermiamo i padroni della terra, i signori della guerra! Fermiamoli, finché è possibile.

Il Partito della sinistra svedese: ambizioni di governo e movimenti sociali. Intervista a Kjell Östberg

Il recente congresso del Partito della sinistra svedese ha avuto profili interessanti. In particolare esso ha segnato il contenimento del progetto del gruppo dirigente di andare al governo ad ogni costo e l’inserimento nel programma di temi identitari e divisivi come l’effettivo impegno contro i cambiamenti climatici, il diritto di asilo e altri temi cari ai movimenti.

Cile: il nuovo Governo di Gabriel Boric

Gabriel Boric ha presentato il nuovo Governo cileno. Un squadra che promette profonde trasformazioni sociali ed è probabilmente la più diversificata mai vista nel paese: più donne che uomini, per metà formati nella pubblica istruzione, alcuni membri di partiti, altri indipendenti. Sono il simbolo di un Cile che si sta allontanando dalle élite sociali che lo hanno governato dalla fine della dittatura.

Sì allo sciopero generale!

CGIL e UIL hanno proclamato lo sciopero generale contro una legge di bilancio deludente, compromissoria, inidonea ad affrontare la crisi sociale in atto. Il diffuso stupore per la scelta del sindacato è frutto di ipocrisia o dell’assuefazione al pensiero unico che sostiene il Governo Draghi con la benedizione di Confindustria. Se non ora quando uno sciopero generale?