L’avvio della nuova legislatura: nulla di buono per la salute del Parlamento

Il Parlamento non gode di buona salute. Non da oggi. Ma l’avvio della nuova legislatura gli ha assestato un colpo ulteriore. Basti dire che in soli due mesi il Governo ha varato ben dieci decreti legge (così doppiando il ritmo di cinque decreti a bimestre della scorsa legislatura) e che si sono susseguite e accentuate le forzature per imporre la conversione in legge di tale abnorme massa di decreti.

Le carte truccate di un lessico che punta all’egemonia culturale

Nei nomi dei ministeri e dei ministri chiamati a dirigerli il nuovo governo mostra quali sono i corni del problema che abbiamo di fronte, e del pericolo che corriamo, nel presente e per l’avvenire. Imprese, made in Italy, natalità, merito, sport. È l’offensiva di un lessico contemporaneo che non ha più bisogno di ricorrere al vecchio e oggi improponibile armamentario del “libro e moschetto”.

Il Pd e l’alibi delle poltrone

La causa della sconfitta del Pd sta nell’essersi trasformato nel “partito delle poltrone”? C’è del vero in questa analisi (in qualche modo avallata dallo stesso segretario Letta). Ma c’è anche un alibi. Il punto, infatti, non stata in una troppo lunga partecipazione al governo ma nelle politiche realizzate o non realizzate in quella permanenza. Di questo soprattutto si dovrebbe parlare.

Ancora sul voto utile

Nell’ultima settimana di campagna elettorale l’invito al voto utile si fa più pressante, anche se l’espressione è utilizzata con significati diversi (contributo ad assicurare la formazione del governo, o a contenere una sconfitta, o ad eleggere dei parlamentari). Forse sarebbe meglio chiedersi che cosa possa essere davvero “utile” alla costruzione di un’alternativa pacifista, ecologista, anti-capitalista, a questo orribile presente.

grande fuga

La grande fuga

I 523 giorni del governo Draghi hanno lasciato il sistema politico italiano in uno stato di disgregazione senza precedenti. La grande fuga del Migliore dalle sue responsabilità – perché è di questo che si è trattato – lascia dietro di sé scenari aperti a una preoccupante rivincita della destra peggiore. La mancata riforma elettorale in senso proporzionale è una responsabilità inescusabile del Pd in primo luogo e dell’intero campo democratico.

Il Governo Draghi è davvero intoccabile?

Di fronte alla nuova fase di guerra (per ora fredda) tra blocchi contrapposti, l’Italia ha di fonte a sé due strade: un atlantismo prono e acritico e la promozione di un multilateralismo che rifiuta lo scontro tra civiltà e persegue una decostruzione dei blocchi dall’interno. Su questo, non su effimeri personalismi, si devono giocare le sorti di un Governo che non è detto debba durare sino al termine della legislatura.

La vittoria di Pirro di Monsieur Macron

Nelle presidenziali e nelle legislative francesi, chi ha perso di più è chi ha vinto. Macron ha perso un numero significativo di voti e, soprattutto, ha visto sconfitta la sua pretesa di governare senza ingombri e senza compromessi con le opposizioni. Ora dovrà venire a patti sia con Marine Le Pen che con Mélenchon che, pur senza sfondare, hanno aumentato il loro consenso. E ciò cambierà la politica del paese.

Fermiamo i padroni della Terra!

Noi diciamo: l’unica guerra giusta è quella che non si fa. Fermatevi! Oggi, tutti noi gridiamo ai pochi maschi, anziani e ricchi, che sono padroni della terra: fermatevi! Non siamo organizzati, non abbiamo rappresentanza, non abbiamo democrazia. Ma sappiamo di essere l’intera umanità. Fermiamo i padroni della terra, i signori della guerra! Fermiamoli, finché è possibile.

Il Partito della sinistra svedese: ambizioni di governo e movimenti sociali. Intervista a Kjell Östberg

Il recente congresso del Partito della sinistra svedese ha avuto profili interessanti. In particolare esso ha segnato il contenimento del progetto del gruppo dirigente di andare al governo ad ogni costo e l’inserimento nel programma di temi identitari e divisivi come l’effettivo impegno contro i cambiamenti climatici, il diritto di asilo e altri temi cari ai movimenti.

Cile: il nuovo Governo di Gabriel Boric

Gabriel Boric ha presentato il nuovo Governo cileno. Un squadra che promette profonde trasformazioni sociali ed è probabilmente la più diversificata mai vista nel paese: più donne che uomini, per metà formati nella pubblica istruzione, alcuni membri di partiti, altri indipendenti. Sono il simbolo di un Cile che si sta allontanando dalle élite sociali che lo hanno governato dalla fine della dittatura.