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La Costituzione in pericolo e il presidente che vorremmo

Nel momento in cui è sempre più evidente il disegno del Governo e della maggioranza di mettere fine al progetto di affermazione di diritti, libertà e uguaglianza nato con la Resistenza, è richiesta al presidente della Repubblica una particolare fermezza in difesa della Costituzione. È quel che ci aspettiamo dal presidente Mattarella: non è stato sempre così, ma alcuni segnali di un cambio di rotta si intravedono.

Tutto il potere a un solo partito

Quello di Meloni non è il primo governo della destra, con all’interno esponenti postfascisti o fascisti tout court. È già accaduto 30 anni fa con il primo Governo Berlusconi. Ma c’è, oggi, del nuovo: l’ostentazione delle radici, la bulimica pretesa di occupare tutti i posti e, soprattutto, il tentativo di sostituire una destra di coalizione con una destra egemonizzata da un solo partito, anzi da un clan politico-familiare.

E poi c’è Renzi…

E poi c’è Renzi. Il premierato della Meloni? No, grazie. Troppo poco. Alle preoccupazioni per le sorti della democrazia, l’ex aspirante riformatore, affossato dal voto popolare nel 2016, risponde da par suo: attaccando da destra e prendendo a modello le regole, lesive del pluralismo democratico, impiegate, dal 1993, nei comuni. Senza cogliere che la crisi del sistema non sta nella debolezza del Governo, ma in quella del Parlamento.

Il Governo Meloni e la lievitazione dei decreti legge

L’abuso dei decreti legge è un vizio antico del nostro sistema. Ma il Governo Meloni ha superato ogni limite. Nel suo primo anno di attività i decreti legge sono più del 50% dei provvedimenti normativi. Il Parlamento è totalmente emarginato e nessuna resistenza viene dal Presidente della Repubblica. Ma il Governo propone una modifica costituzionale per rafforzare ulteriormente l’esecutivo.

Il Governo servo di due padroni

Il Governo suda le proverbiali sette camicie per soddisfare le pretese di due padroni: i capitali forti e quelli più deboli, spesso in conflitto. In questo contesto la tassa sugli extraprofitti è una sorta di Robin Hood che toglie ai ricchi più forti per dare ai ricchi più deboli. Dei poveri sostanzialmente se ne frega. Questo dovrebbe cogliere un’opposizione desiderosa di rappresentare gli interessi della classe subalterna.

Il Paese scoppia: la sinistra non può stare a guardare

Gli scenari politici sono inquietanti. Il governo della destra è, sotto tutti i profili, oltre le peggiori previsioni. Che altro si deve aspettare per reagire, forse di abitare tutti in viale Giorgio Almirante? Eppure i segnali che vengono dall’opposizione sono, a dir poco, flebili. Se qualcuno sta ancora aspettando che la situazione precipiti, è bene informarlo: il precipizio è già in corso.

La vicenda giudiziaria del sottosegretario Delmastro e uno scandalo che non c’è

A fronte della richiesta di archiviazione del pm il gip dispone l’imputazione coatta di rivelazione di segreto d’ufficio per il sottosegretario Delmastro. Apriti cielo! Governo e ministro della Giustizia gridano allo scandalo e promettono modifiche legislative. Anche se siamo di fronte a uno strumento per garantire l’uguale applicazione della legge.

Il premierato made in Italy: prospettive e problemi

La “riforma presidenziale”, parola d’ordine della destra in campagna elettorale, sembra oggi sostituita da un altrettanto pericoloso “premierato forte”. Eppure, per realizzare una maggior stabilità di governo – se questo è l’obiettivo – basterebbe intervenire in modo equilibrato su alcuni meccanismi, come il rafforzamento delle prerogative del presidente del Consiglio e l’introduzione della “sfiducia costruttiva”.