Ben Gvir, l’odio e la morte eretti a sistema

Difficile trovare un uguale al gusto di mortificare, torturare, uccidere esibito dal Ministro per la sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir (un gusto evidentemente condiviso da un Governo che ha tollerato i brindisi per la pena di morte ai palestinesi, la trasformazione delle esecuzioni in spettacoli, la richiesta di eliminare 30-40 gazawi per notte). Al fondo di questa deriva non c’è che Auschwitz e chi lo amministrava.

Quell’odio che isola Israele dal mondo

Il video di Ben-Gvir che irride gli attivisti della Flotilla imprigionati è una vergogna enorme. Sollecita l’antisemitismo, lo crea dove non c’è. Isola, se ancora ce ne fosse bisogno, Israele dal resto del mondo, lo designa definitivamente come uno Stato canaglia, illustra come tratta i prigionieri. I palestinesi per primi. Cosa deve ancora succedere perché gli ebrei italiani si ribellino e smettano di essere complici?

I crimini di Israele e i silenzi dell’Europa

La legalizzazione della pena di morte per impiccagione per i (soli) Palestinesi condannati per terrorismo è l’ultimo passo della deriva fondamentalista e razzista di Israele. A fronte di ciò è sempre più evidente la responsabilità dell’Italia e dell’Unione europea (con la sola eccezione di Spagna e Francia) nel continuare a consentire a Netanyahu una totale libertà d’azione, trasformatasi in una licenza di uccidere.

Torino. Parlare di Gaza in Università

Parlare di Gaza in Università è difficile, eppure necessario. A sovrapporsi sono anzitutto le categorie: ebrei, sionisti, israeliani; arabi, palestinesi, musulmani. E poi: territori occupati o contesi? Domande difficili, salvo, che per il diritto, in cui i provvedimenti delle Corti non lasciano dubbi sul genocidio in atto. Con esse il Dipartimento di Giurisprudenza di Torino ha scelto di misurarsi in un articolato seminario.

La tragedia e la speranza della Storia

In Palestina le vittime diventano carnefici e si ridisegna la Storia che ci siamo sforzati di cancellare. Ciò accade anche perché la memoria della tragedia è spesso rituale e non si trasforma in pentimento. Eppure c’è una speranza, seppur piccola e in prospettiva: se, dopo tanto odio, è intervenuta, tra tedeschi ed ebrei una solida amicizia, lo stesso può accadere, in un futuro da costruire, anche tra israeliani e palestinesi.

Gaza: La soluzione finale

L’occupazione di Gaza City e il progetto di ulteriore espansione degli insediamenti in Cisgiordania aprono la strada alla “soluzione finale”: lo sterminio del popolo palestinese e l’accaparramento della terra “che va dal fiume al mare”, in attuazione di un supposto mandato biblico. Solo una crescita della mobilitazione contro la tradizionale impunità di Israele può impedire che quel folle disegno si realizzi.

Il genocidio di Gaza e la complicità dell’Occidente

A Gaza, dopo una breve tregua, è ripreso l’annientamento scientifico e sistematico del popolo palestinese – uomini, donne, bambini – accompagnato dai bombardamenti di ospedali e dall’uccisione a freddo di medici e sanitari. Il Governo israeliano sta finendo di dilapidare il credito accumulato con la Shoah, ma la responsabilità del genocidio ricade anche sugli Stati Uniti e l’Occidente che lo hanno avvallato e lo avallano.