Genova, la nostra storia

Ci sono eventi che segnano le vite delle donne, degli uomini e di un intero Paese. Per la mia generazione il riferimento naturale è la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Poco più di trent’anni dopo, i fatti di Genova del 19-22 luglio 2001 hanno di nuovo segnato un’epoca e le generazioni che la abitavano. Ripercorrere quegli eventi è necessario, non solo per ricordare ma anche per andare avanti.

Italia condannata per violazione del diritto di sciopero

Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha condannato l’Italia per aver esteso eccessivamente la nozione di servizio pubblico essenziale, imposto obblighi ingiustificati ai sindacati e ristretto troppo i tempi di esercizio degli scioperi. Se lo Stato italiano non dovesse porvi rimedio, sarà la giustizia del lavoro a dover risolvere gli inevitabili conflitti.

Magistratura e conflitto sociale: la supplenza impossibile

Da decenni la giustizia penale viene caricata di una impropria funzione di supplenza a fronte della crisi della rappresentanza. Ma è un compito impossibile perché il diritto penale non è costruito per garantire il conflitto ma per governarlo. Per questo non si tratta di scegliere quale magistrato applaudire e quale criticare ma di ricostruire un’autonomia della politica e dei movimenti rispetto all’universo penale.

La guerra a pezzi di Trump contro la magistratura

Neli Stati Uniti è in corso un conflitto tra il progetto politico di un esecutivo forte e senza regole e un sistema giudiziario politicizzato e ambiguo (in parte strumento, in parte argine del progetto autoritario). È un classico delle democrazie attraversate da spinte illiberali. Ma negli Stati Uniti la frammentazione dei poteri lo rende più aspro. C’è da credere che la “guerra a pezzi” di Trump contro la magistratura sia solo all’inizio.

Noi preferiamo di NO

Tra poco si vota. Come nel 2006 e nel 2016, sulla struttura della Costituzione, che gli artefici delle riforma sottoposta a referendum vorrebbero stravolta e piegata alle “nuove” esigenze di governabilità e di controllo. Oggi tocca alla giustizia, burocratizzata e intimidita. Una lesione grave in sé, ma non solo questo. Anche una tessera fondamentale del progetto autoritario in corso. Per questo voteremo No.

Giustizia. L’Egitto è vicino

I princìpi proclamati nella Costituzione egiziana in tema di giustizia sono assai simili ai nostri. Eppure in Egitto Giulio Regeni è stato arrestato in segreto, torturato e ucciso e i suoi assassini sono al riparo da ogni indagine. Ciò è possibile perché le norme sull’organizzazione della magistratura non ne garantiscono l’indipendenza. Come accadrà in Italia se il referendum di primavera confermerà la riforma approvata dal Parlamento.

I giudici e il potere

La magistratura è un potere dello Stato, se pur connotato dall’essere diffuso, e, allo stesso tempo, è un limite al potere. Tutela lo status quo, e dunque il potere, ma può anche garantire i cittadini contro le prevaricazioni. La riforma della Costituzione, indebolendo la magistratura e la sua indipendenza, fa venir meno questa anomalia. Così i giudici saranno chiamati sempre più a garantire il potere e non i cittadini.