Italo di Sabato è coordinatore dell’Osservatorio Repressione. Ha curato da ultimo, con Livio Pepino, il volume “Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la ‘sicurezza’” (Altreconomia, 2025), promosso da Osservatorio Repressione e Volere la Luna.

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«Bandiera rossa, ridiventa straccio»: perché i “poveri” non votano sinistra

Si è affermato, nella sinistra, un curioso paradosso in forza del quale la perdita di consenso nei ceti popolari viene attribuita a colpa degli elettori che non capiscono… Non è ovviamente così, e neppure si tratta di trovare parole più semplici per spiegare ai poveri le ragioni per cui dovrebbero votare a sinistra. Il punto è ricostruire le condizioni perché essi possano riconoscere in quel voto uno strumento utile alla propria vita.

La crisi non è solo politica e l’alternativa deve essere radicale

La crisi che stiamo vivendo non è solo della sinistra. È la crisi di un’intera forma di civiltà politica. Per questo l’alternativa non può limitarsi a cambiare il governo delle cose, ma deve interrogarsi sull’ordine che le produce e sulla possibilità di trasformarlo e tornare a praticare l’inchiesta sociale, a ricostruire legami nei territori, a produrre luoghi di elaborazione e di confronto, a connettere esperienze oggi disperse e frammentate.

Magistratura e conflitto sociale: la supplenza impossibile

Da decenni la giustizia penale viene caricata di una impropria funzione di supplenza a fronte della crisi della rappresentanza. Ma è un compito impossibile perché il diritto penale non è costruito per garantire il conflitto ma per governarlo. Per questo non si tratta di scegliere quale magistrato applaudire e quale criticare ma di ricostruire un’autonomia della politica e dei movimenti rispetto all’universo penale.

Per un no sociale

Il referendum sulla giustizia non è una questione tecnica. Riguarda la possibilità che esistano limiti al potere di chi governa. E riguarda, soprattutto, la possibilità che chi sta in basso possa prendere parola, difendersi, dissentire, organizzarsi. Dire No non significa difendere lo status quo. Non significa idolatrare la magistratura. Questo No deve essere un No sociale, perché ciò che viene colpito è il conflitto democratico.