La telefonata di Trump: politica e soap opera

L’inganno del nostro tempo sta nel personalizzare i giudizi politici, nel dire che sono gli umori instabili di un leader a determinare il flusso del lungo fiume della storia. È quest’ottica che va ribaltata: Trump non è un pessimo politico perché è un villano, ma perché è responsabile di genocidi, guerre e atti sociali di sadismo. Il resto è solo una soap opera di scarso interesse.

Intanto l’Africa va avanti…

La crescita economica complessiva dell’Africa è inferiore a quella dei paesi asiatici nelle loro prime fasi di sviluppo. Per molte ragioni, non ultima la notevole diseguaglianza da paese e paese. Tuttavia Il continente africano, contrariamente a un’opinione diffusa, si sta sviluppando economicamente a ritmi abbastanza apprezzabili. Particolarmente importanti in questa direzione sono i rapporti economici con la Cina.

Fra un anno si vota: cominciamo a parlarne

Manca poco più di un anno al voto. Saranno elezioni cruciali. Bisogna impedire che vinca la destra. Non ci si può tirar fuori dallo scontro politico. Ma non si può sostenere stancamente un centro sinistra impresentabile in nome del male minore. Occorre individuare e porre sul tappeto le questioni per noi inaggirabili. Poche ma buone. Un piccolo elenco di cose su cui non transigere, ingoiando i rospi di tutte le altre.

Volere la Luna in assemblea: identità e progetti

Un cambiamento degli assetti politici e sociali del Paese non è dietro l’angolo. Per prepararlo occorre una grande mobilitazione dal basso, una rivoluzione politica ed etica, pratiche sociali mutualistiche, una cultura non subalterna a quella della destra, l’aggregazione delle molteplici realtà di movimento al di fuori di logiche istituzionali. È un progetto di lungo periodo ma è l’unico praticabile. Noi ci proviamo…

Il resistibile fascino delle operazioni militari

Contemporaneamente alle guerre crescono un’informazione e una cultura che esaltano la potenza militare, le tecnologie più avanzate, i combattimenti aerei presentati come interventi e tecniche di precisione chirurgica. In realtà si tratta solo di operazioni che seminano morte in modo indifferenziato. Bisogna respingere le menzogne e tornare a criticare, non dimenticando che gli eserciti sono un pericolo terribile per l’umanità.

La guerra e la costruzione del nemico

La costruzione del nemico è da sempre una strategia fondamentale nelle guerre, impiegata indifferentemente da aggressori e aggrediti, paesi democratici o autocratici e, naturalmente, dai media schierati dalla parte dei governi. Un ruolo importante in essa ha l’evocazione di armi segrete, poco importa se vere o presunte (come emerso clamorosamente nel 1993 in Iraq). Non sfugge alla regola l’attuale guerra in Ucraina.

Cop 30, a Belém nulla di fatto

Il cambiamento climatico sta mandando il nostro pianeta alla deriva. Eppure nessun passo avanti si è fatto alla Cop 30 di Belém in Brasile. Di ciò portano gravi responsabilità gli Stati Uniti di Donald Trump, impegnato, tra gli applausi dei suoi cortigiani, nella lotta a favore, e non contro, i cambiamenti climatici. Ancora risuona il suo invito scellerato a estrarre sempre più gas e petrolio. Intanto il mondo ha altre preoccupazioni: il riarmo e le guerre.