Tortura: i procedimenti in corso in Italia

Quattro anni fa è stato introdotto nel nostro codice penale il reato di tortura. Oggi, nonostante la formulazione riduttiva, se ne vedono i primi effetti. Un dossier di Antigone segnala, limitatamente a fatti avvenuti in carcere, le prime due condanne e i numerosi procedimenti in corso, da Torino a Santa Maria Capua Vetere.

​Appoggiare un ginocchio a terra

Inginocchiarsi contro il razzismo è un segnale importante. E, se è vero che il calcio è un grande fenomeno sociale, allora i calciatori devono avere coscienza dei segnali che lanciano con il loro comportamento. Non si tratta di imporre alcunché. Ma è sintomatico e preoccupante che i nostri campioni del pallone non colgano il senso di quel gesto.

«Li abbattiamo come vitelli», ovvero la costruzione dell’immaginario delle torture

«Li abbattiamo come vitelli» è una delle frasi utilizzate in chat tra alcuni agenti penitenziari prima del sistematico pestaggio dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: una tortura a tutti gli effetti. Ma la tortura non nasce mai dal nulla. Qui affonda le radici nella costruzione dell’immagine del detenuto come “vuoto a perdere”.

Un libro bianco sulle droghe

Gli effetti devastanti della politica di guerra alle droghe sono sotto gli occhi di tutti, nel mondo e in Italia. Lo segnala il libro bianco promosso da diverse associazioni del settore che evidenzia come nel nostro Paese il 30,8% degli ingressi in carcere è per violazioni della legge stupefacenti e il 38,6% dei detenuti è composto da “tossicodipendenti”.

Battisti

Garantisti, se esistete difendete Battisti

Cesare Battisti è attualmente detenuto nel carcere di Rossano Calabro in un regime inumano: de facto di isolamento, senza mai essere esposto “alla luce solare diretta”, condizione che può portare a forme di “deprivazione sensoriale”, inumana e illegale, senza altra ragione che la volontà punitiva. Che fanno e dicono i garantisti?

Le carceri nella pandemia

La pandemia è precipitata anche sul sistema carcerario imponendo una riduzione del numero dei detenuti. Ma il sovraffollamento permane e sempre più si avverte la necessità di un nuovo regolamento di esecuzione delle pene e di più risorse per le misure alternative, per il miglioramento della vita negli istituti, per le risorse educative.