Stefano Valenti, Come farfalla a luglio (Gramma Feltrinelli, 2026)

Un romanzo-cronaca che, 25 anni dopo il G8 di Genova, intreccia testimonianze, interviste e documenti raccolti nel libro bianco del Genoa Social Forum. Il protagonista è Francesco, torturato a Bolzaneto e suicida 10 anni dopo. Un libro che parte dalla brutalità di quei fatti ma non si ferma alla violenza fisica e segue il modo in cui quell’esperienza ha segnato la vita dei sopravvissuti, ben oltre quei giorni di luglio.

Dissidenza, repressione politica, libertà. In ricordo di Ambro

Ambro aveva 27 anni. Era arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Era un idealista, attento agli ultimi, con una grande empatia e gentilezza. Era un anarchico, arrabbiato con il mondo, per le sue ingiustizie, ma anche un buffone, uno spavaldo, un romantico. Il 15 marzo si è tolto la vita lanciandosi da un ponte. Era stato sottoposto a misura cautelare per avere manifestato a supporto del popolo palestinese.

Contro l’“educazione smartphone”

In tutto il mondo anglofono e in vari paesi europei c’è un aumento rilevante dell’ansia e della depressione dichiarata dagli adolescenti, nonché dei casi di suicidio, di autolesionismo e di ricorso ai servizi psicologici. Tutti gli studi concorrono nel ritenere che tra le principali cause vi sia l’uso o l’abuso dello smartpfone o di altri schermi. Di qui la necessità di risposte istituzionali adeguate e di sistemi educativi razionali.

Bombardare Teheran, ovvero il suicidio dell’Occidente

Israele e l’Occidente, che si sono costruiti la bomba atomica, si sentono minacciati da una bomba che non c’è. E bombardano (o accettano che si bombardi) l’Iran, uccidendo donne e bambini: naturalmente per salvarli dal regime degli ayatollah. Continuiamo così, alimentando il terrorismo, reazione inevitabile di chi ha perduto tutto. Continuiamo così, suicidiamo l’Occidente. Ma sentendoci vittime, mi raccomando.