Aumenta l’occupazione? Quella avvelenata

La strombazzata crescita occupazionale di giugno 2022 occulta una realtà assai meno brillante: le posizioni a tempo indeterminato aumentano in modo molto modesto, crescono le posizioni in somministrazione e i lavori intermittenti, diminuisce il numero medio di giornate retribuite, crescono i contratti di breve e brevissima durata. La linea di tendenza è chiara: cresce lo sfruttamento e diminuiscono i diritti.

Il rifiuto del lavoro tra “miserie del presente e ricchezza del possibile”

Dal 2019 ad oggi sono circa un milione le persone che in Italia hanno deciso di lasciare il proprio lavoro. E molte di più in altri paesi dell’occidente. Ciò riapre il dibattito sul senso del lavoro (modo per guadagnarsi da vivere, attività necessaria per l’esistenza della società o impegno gratificante in sé) e sulla necessità della sua valenza produttiva.

Chi ha dubbi sul salario minimo?

Ho in studio un gruppetto di lavoratori che mi mostrano la loro busta paga: 4,6 euro netti all’ora, circa 700 euro al mese per 38 ore settimanali. Non sono dipendenti di una fantomatica cooperativa, ma di una Srl nel settore dell’assemblaggio di materiale ferroso che applica un contratto collettivo nazionale. Ci vuol altro per motivare la necessità di una legge sul salario minimo?

Operai

Nonostante tutta l’innovazione tecnologica, l’automazione, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, restano sempre, in Italia, almeno cinque milioni di operai. Eppure da più di trent’anni essi sono come cancellati dalla scena pubblica. E, per l’informazione, la questione operaia è sostanzialmente dimenticata, tanto da essere una non-notizia.

Revocare il Memorandum Italia-Libia!

Il Memorandum Italia-Libia del 2 febbraio 2017 non ha apportato significativi miglioramenti alle condizioni dei migranti in Libia. Al contrario, ha agevolato lo strutturarsi di modelli di sfruttamento e riduzione in schiavitù l’uso sistematico di violenze tali da costituire crimini contro l’umanità. Per questo il Governo italiano deve revocarlo immediatamente.

Al centro del Natale c’è la vita

Se il Natale – al di là della menzogna collettiva che siano denaro, consumo e mercato a garantire la felicità – sarà quello che intende il Vangelo, anche letto al di fuori della fede, ci sentiremo ricordare che l’esistenza umana ha un valore incalcolabile. In questo momento storico non c’è idea più sovversiva, più urgente, più di conforto e resistenza di questa.

Storie d’acqua e di terra a Vittel

Vittel è, in Francia, la capitale dell’acqua e dà il nome all’azienda produttrice di un’acqua minerale famosa in tutta Europa. Oggi l’azienda, controllata da Nestlè, è al centro di polemiche di carattere ambientale. E nel paese, sopra la storica fontanella pubblica campeggia il cartello: «massimo sei bottiglie pro capite».

Alla ricerca del lavoro che non c’è

Da anni, ormai, la retorica del lavoro ha sostituito il lavoro, invocato da tutti, specialmente dalle alte cariche dello Stato, ma sempre più raro, evanescente, poco tutelato. Più illuminante di molte analisi e di molti numeri è l’esperienza di un giovane italiano, un laureato, uno dei tanti, dei tantissimi, raccontata in questa intervista.

Che Pasqua celebriamo?

Cosa significa celebrare la Pasqua, soprattutto per noi chiese d’Occidente? «Esci, popolo mio, da Babilonia!», gridava il profeta dell’Apocalisse alle prime comunità cristiane dell’Asia Minore. Anche noi se vogliamo salvarci, dobbiamo uscire dal sistema di sfruttamento in cui siamo intrappolati. Questa è la nostra Pasqua.