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“Prima i piemontesi”: casa e propaganda politica

Il Consiglio regionale piemontese vara una legge per l’assegnazione delle case popolari. In essa – si dice – saranno privilegiati i residenti in Piemonte da 15, 20 o 25 anni. Poco importa se la Corte costituzionale ha ripetutamente escluso che la residenza prolungata possa aver un peso decisivo al riguardo. Le elezioni sono vicine e quel che conta è sfruttare l’occasione per fare propaganda politica sulla pelle dei più deboli.

Quando a discriminare sono le istituzioni

Le discriminazioni nei confronti della popolazione immigrata sono anche delle istituzioni. Accade così che spesso per le persone straniere essere povere non è sufficiente per accedere ai diritti sociali, che per accedere all’edilizia pubblica numerose Regioni chiedono ai migranti una residenza pluriennale nel territorio (non richiesta ai nativi) e che diversi istituti bancari e postali rifiutano l’apertura di conti correnti a clientela straniera.

Occupazione di immobili e residenza: c’è, a Roma, qualcosa di nuovo

In forza di una legge del 2014 chi occupa abusivamente un immobile non può avere la residenza ed è escluso dalla fruizione di diritti civili e sociali fondamentali. A ciò pone (parziale) rimedio una delibera del Comune di Roma che, utilizzando uno spiraglio della legge, riconosce il diritto alla residenza agli occupanti “minorenni o meritevoli di tutela”, tra cui anziani, fragili, sfrattati e richiedenti asilo.