Rocco Artifoni è presidente nazionale dell’Associazione per la riduzione del debito pubblico (ARDeP), referente per la Lombardia dell’Associazione Art. 53, responsabile comunicazione del Coordinamento provinciale di Bergamo di Libera e del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione.

Contenuti:

Italia, un paese di infedeli…

Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate «sono 19 milioni le persone che hanno debiti con il fisco». L’ammontare complessivo di tutti i debiti da riscuotere (non solo tasse ma anche multe stradali etc.) è di 1.100 miliardi di euro. In media si tratta di oltre 57 mila euro a testa. Ma le medie – si sa – hanno solo valore statistico. In concreto, grazie anche all’evasione, crescono le disuguaglianze.

Catasto, pensioni e fisco nel Meloni-pensiero

Chiudendo la convention di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha lanciato due messaggi: no alla riforma del catasto e innalzamento delle pensioni minime a 1.000 euro mensili. Ottima la seconda proposta, che dovrebbe essere ripresa da tutti. Ma dove trovare i soldi per realizzarla se non si razionalizza il sistema fiscale: sulla casa e non solo?

Il comunismo fiscale dei più ricchi

Paperon de Paperoni ringrazia. E con lui tutti i contribuenti con redditi di milioni di euro. Con la riforma fiscale in via di approvazione l’aliquota loro riservata, del 43%, è la stessa di chi ha un reddito appena superiore a 50.000 euro. Nel nostro Paese – è proprio il caso di dirlo – il comunismo ha la sua rivincita: naturalmente solo per i ricchi.

L’imposta “naturale” sul reddito: ci pensa l’algoritmo

Il Parlamento e il Governo discutono di riforma fiscale e tutti promettono una riduzione delle tasse. Intanto c’è, in rete, una proposta provocatoria ma non solo. La fa il sito www.redditonaturale.org: basta inserire l’ammontare del proprio reddito e si vede quale sarebbe l’imposta corrispondente in un sistema progressivo. Con una interessante possibilità di comparazione.

Sempre più ricchi, sempre più poveri

I numeri non mentono: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi. È la sintesi di quanto emerge dal confronto delle dichiarazioni dei redditi degli italiani negli ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019. E ad avere i maggiori incrementi di reddito sono le fasce più elevate. Eppure la progressività fiscale resta un tabù.

Chi non vuole l’aggiornamento del catasto?

Ci sono case che 30 anni fa erano di pregio e oggi sono fatiscenti mentre altre hanno acquistato valore. E ci sono immobili che 30 anni fa non risultavano neppure al catasto perché abusivi. Ciò impone di aggiornare i valori catastali. Per restituire razionalità al sistema e far pagare le imposte in modo equo (qualcuno di più, qualcuno di meno). Perché, dunque, opporsi?