Francia: i comuni governati dalla sinistra e una diversa idea di sicurezza

Nelle città in cui sono andati al governo nelle elezioni municipali di quattro mesi fa, i sindaci che fanno capo a “La France Insoumise” sono partiti da alcuni principi cardine: sostegno alla Palestina, servizi pubblici gratuiti e altri interventi sociali in buona parte simili a quelli del sindaco di New York, Zohran Mamdani. Il futuro dipenderà dalla loro capacità di rapportarsi con il Governo centrale e delle aree metropolitane.

Ancora su Genova 2001: le ferite e l’eredità

Genova ci lascia insieme una ferita e un patrimonio. La ferita è quella della repressione, della violenza di Stato, della consapevolezza brutale dei limiti della democrazia quando si confronta con il conflitto radicale. Il patrimonio, invece, è quello di un movimento che ha saputo pensare il mondo in termini globali, che ha anticipato temi decisivi e che ha lasciato strumenti politici e culturali a molti dei movimenti venuti dopo.

Dissidenza, repressione politica, libertà. In ricordo di Ambro

Ambro aveva 27 anni. Era arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Era un idealista, attento agli ultimi, con una grande empatia e gentilezza. Era un anarchico, arrabbiato con il mondo, per le sue ingiustizie, ma anche un buffone, uno spavaldo, un romantico. Il 15 marzo si è tolto la vita lanciandosi da un ponte. Era stato sottoposto a misura cautelare per avere manifestato a supporto del popolo palestinese.

Israele. Dalle guerre giuste alla pace giusta

II massacro in corso in Palestina mostra che la guerra giusta non esiste. Ci vuole, al contrario, una pace giusta. Essa richiede che lo Stato di Israele riconosca ufficialmente la Nakba, se ne assuma la responsabilità, istituisca un meccanismo per il ritorno o il risarcimento, smantelli le strutture radicate dell’occupazione, garantisca pari diritti tra il mare e il Giordano e attui un’equa ripartizione delle risorse e della terra.

Genocidio a Gaza, farisei a Roma

Il Governo di Israele impedisce al Patriarca di Gerusalemme di celebrare la messa della domenica della Passione del Signore al Santo sepolcro. I governanti italiani protestano. Ma se lo ‘sdegno’ contro Israele è la reazione a un odioso divieto, cosa avrebbero dovuto dire contro il genocidio? Hanno taciuto perché di quel genocidio sono complici: e le mani sporche di sangue non si lavano difendendo le pietre delle chiese.

La radice della guerra: l’impero sionista

La guerra contro l’Iran, cominciata da Tel Aviv, è la dimostrazione che Israele, forte del sostegno degli Stati Uniti e della complicità dell’Europa, si sente libero di far ciò che vuole. L’impero sionista, dotato di centinaia di testate nucleari, è uno degli stati più pericolosi al mondo ma noi facciamo finta di niente. Ce ne accorgeremo presto quando deciderà di far fuori la Turchia di Erdogan per l’egemonia in Medio Oriente.

Gran Bretagna. Arrestati per un cartello

In Gran Bretagna l’associazione “Palestine Action” è stata messa al bando come organizzazione terrorista. Tre attivisti detenuti senza processo sono in sciopero della fame e rischiano la vita. E oltre 1.600 persone sono state arrestate per avere espresso solidarietà con il gruppo. L’avversione alla causa palestinese ha raggiunto vette paradossali e si può ormai essere arrestati solo per avere in mano un cartello.

L’imam Mohamed Shahin, noi, il maccartismo

L’imam della moschea torinese di San Salvario, Mohamed Shahin, da più di 20 anni in Italia, protagonista del dialogo interreligioso e profondamente impegnato nel contesto sociale, è stato colpito da un provvedimento di espulsione. La sua colpa? Essere punto di riferimento della mobilitazione in favore della Palestina. È un nuovo maccartismo prodromico al fascismo.