«Voi la malattia, noi la cura»

Vent’anni dopo Genova il conflitto fra la malattia, un neoliberismo sempre più aggressivo, e la cura, la lotta per una radicale inversione di rotta, per la giustizia sociale e ecologica, si manifesta in modo ancora più netto e aspro. La forza e l’immaginazione dei movimenti può rivitalizzare la democrazia, nella prospettiva che «un altro mondo è necessario».

Il Cile volta pagina

Il 15 e il 16 maggio in Cile si è votato per l’Assemblea costituente e per molti consigli comunali. Sull’onda della mobilitazione popolare, ha vinto la sinistra. Per la prima volta Santiago ha una sindaca comunista. L’eredità di Pinochet è archiviata nonostante il tentativo del presidente Pineira di restaurarla con una pesante repressione.

Avere cura della sinistra

La vitalità della società civile non si è tradotta, in questi anni, in proposta politica da portare in ambito istituzionale. E si è ampliata così la frattura tra la società e istituzioni. In questo quadro si deve operare, anche con una vena di utopia, per costruire un soggetto politico veramente nuovo. È difficile ma necessario.

«La notte più lunga eterna non è»

La crisi dovuta al Coronavirus si intreccia con altre crisi ancor più profonde: quella della democrazia, quella ambientale e quella della partecipazione e dell’agire collettivo. Ma uscirne è possibile: riqualificando la politica a partire da un agire ispirato al principio del «restare umani» e dagli interventi concreti sul territorio.

I giovani e il vuoto delle piazze

Il silenzio delle piazze, sceso sulle nostre città dalla passata primavera è desolante. Siamo tutti stanchi, e soli, dietro allo schermo del pc o dello smartphone, o alla finestra. I giovani, più di tutti, sembrano rassegnati e non decollano neppure, al di là delle apparenze, manifestazioni e proteste. Eppure, occorre reagire. Insieme.

Torino: le elezioni si avvicinano e la città è ferma

Torino è, politicamente, ferma. Il centrosinistra non ha elaborato la sconfitta del 2016 e continua sulla stessa insostenibile linea. I movimenti, per parte loro, non hanno saputo né progettare né aggregare. Occorre, certo, ripartire dai luoghi della vita e della sofferenza ma anche aprire un confronto sulla possibilità che ciò si trasformi in battaglia politica.

USA. Come sta la sinistra dopo le elezioni?

Negli Stati Uniti la salute della sinistra radicale dopo l’esito elettorale non è gran che buona. Le formazioni progressiste e socialiste, superata la delusione per la sconfitta di Sanders nelle primarie, si sono impegnate a sostegno di Biden. Ma oggi sono in difficoltà nell’organizzare mobilitazione sul territorio e un’efficace pressione dal basso sull’Amministrazione Biden.