5 novembre, Roma: Non per noi ma per tutte e tutti!

C’è, nel Paese, un problema strutturale di povertà, disuguaglianza e sfacelo ambientale. I cambi di Governo non incidono su questa situazione. La politica si parla addosso e non risponde ai bisogni reali delle persone. Non c’è alternativa: bisogna costruire una imponente mobilitazione dal basso. Per questo scendono in campo centinaia di movimenti e realtà territoriali: a Roma, il 5 novembre.

Parola d’ordine: riconvertire e riconvertirsi

In primo piano c’è l’impegno contro la guerra. A fianco, le indispensabili azioni per far fronte alla crisi ambientale e climatica. È, ancora una volta, Davide contro Golia, un Golia più forte di quello biblico. Ma per chi ritiene che occorra cercare di assicurare un futuro all’umanità, è un percorso obbligato, fatto sia di iniziative per cambiare le politiche generali che di scelte individuali.

Il Partito della sinistra svedese: ambizioni di governo e movimenti sociali. Intervista a Kjell Östberg

Il recente congresso del Partito della sinistra svedese ha avuto profili interessanti. In particolare esso ha segnato il contenimento del progetto del gruppo dirigente di andare al governo ad ogni costo e l’inserimento nel programma di temi identitari e divisivi come l’effettivo impegno contro i cambiamenti climatici, il diritto di asilo e altri temi cari ai movimenti.

Un confronto difficile

Il dibattito sulle prospettive di Volere la Luna e, in generale, della politica stenta a decollare. È un segno dei tempi. Occorre rilanciare la partecipazione dal basso e combattere le diseguaglianze, ma come? E poi, mentre critichiamo la politica tradizionale tocchiamo con mano che un cambiamento radicale deve coinvolgere le istituzioni. E allora non ci resta che continuare a parlarci e a formarci.

La sinistra immaginaria

Cos’è la sinistra? Non è un semplice contenitore, come molti si ostinano a considerarla. È, al contrario, una cultura, una forma identitaria, un’etica, una passione civile. Occorre, dunque, ripartire da qui. E, per farlo, occorre collegare i diversi centri di cultura politica e avviare una capillare inchiesta sul campo con riferimento alla società, alle periferie, ai territori e alle stesse parole che li rappresentano.

Il Cile volta pagina

Il 15 e il 16 maggio in Cile si è votato per l’Assemblea costituente e per molti consigli comunali. Sull’onda della mobilitazione popolare, ha vinto la sinistra. Per la prima volta Santiago ha una sindaca comunista. L’eredità di Pinochet è archiviata nonostante il tentativo del presidente Pineira di restaurarla con una pesante repressione.

Avere cura della sinistra

La vitalità della società civile non si è tradotta, in questi anni, in proposta politica da portare in ambito istituzionale. E si è ampliata così la frattura tra la società e istituzioni. In questo quadro si deve operare, anche con una vena di utopia, per costruire un soggetto politico veramente nuovo. È difficile ma necessario.