L’Italia, il riarmo e i falsi amici dell’Ucraina

Il programma dell’Alleanza di centro-sinistra è un po’ come l’araba fenice, tutti ne parlano ma nessuno sa cosa sia. La ragione principale sta nella spaccatura tra chi vuole realmente la pace e chi, disattendendo le richieste dei popoli (dell’Ucraina e della Russia come dell’Italia), persegue il riarmo e con esso, di fatto, la guerra. Un scelta è indifferibile: per noi e per la stessa Ucraina, i cui falsi amici sono, in realtà, i suoi veri carnefici.

Non solo elezioni, bisogna anche guardare oltre

Le elezioni del 2027 saranno importanti, ma non segneranno la fine della storia. Ciascuno, a sinistra, sceglierà il meno peggio tra una testimonianza irrilevante e un voto teso a evitare, se non altro, l’incubo della riconferma di Meloni. Ma, intanto, bisogna porre le basi per non ritrovarsi allo stesso punto fra cinque anni. Certo, non si possono resuscitare i vecchi partiti ma non si può prescindere da una forza politica strutturata.

Miserie (e speranze) dell’estate italiana

In atletica e nuoto vincono italiani e italiane di seconda generazione e di inedita semplicità. Ma noi non impariamo nulla. La destra somiglia sempre di più ai filmati dell’Istituto Luce e il centro sinistra a una commedia all’italiana anni Sessanta. Che miseria deve apparire questa politica allo sguardo affaticato e orgoglioso di nuove generazioni che ci danno lezioni di civiltà attraverso le loro vittorie (e anche le loro sconfitte) sportive?

Il referendum e il compito che ci attende

La crisi del centro destra non è affatto un’evidenza del presente, ma un compito per il futuro. Questo è il deposito politico che l’esito del referendum consegna in eredità. Sta all’opposizione coltivare questo compito e non illudersi che sia un’evidenza di cui impossessarsi senza scrupoli. Altrimenti i due milioni di votanti usciti dal limbo dell’astensione spariranno di nuovo dall’orizzonte della rappresentanza.

Giani, Emiliano e Vendola: a volte ritornano (anzi non se ne sono mai andati…)

In Italia il dibattito, nel centro sinistra, è egemonizzato dal significato dell’espressione “campo largo”, dalle immagini di Giani che nuota in piscina o ripara strade con la pala, dalle smanie di rimanere in pista di Emiliano e di Vendola. Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Ma, poi, non stracciamoci le vesti per l’astensionismo…

Lezioni dall’Abruzzo

La sconfitta del centro sinistra nelle elezioni regionali d’Abruzzo è maturata soprattutto nelle aree interne e nei centri meno popolosi, dove c’è stata una vera voragine di consensi. Ciò contiene un’indicazione di carattere nazionale: il voto d’opinione si ferma nelle città e nelle zone culturalmente più attive e non basta per vincere in un Paese in cui il 51% della popolazione vive in comuni con meno di 20.000 abitanti.

Perché votare Movimento 5 Stelle

I problemi sociali e il cambiamento climatico si preannunciano drammatici. Ad essi la coalizione di centro destra e quella sedicente di centro sinistra rispondono, senza sostanziali differenze, con la ricetta perdente di una ripresa economica sul modello prepandemia. È, dunque, strategico un successo elettorale di chi si oppone a questa ricetta e in particolare, data la debolezza di Unione Popolare, del M5S.

Firenze al tempo della Lega

A Firenze il plauso bipartisan all’ordinanza prefettizia che prevede l’allontanamento da diciassette «zone rosse» dei denunciati per alcuni reati non è soltanto il frutto di una scarsa sensibilità sociale e costituzionale. È anche la sintesi dei comuni interessi di centro-sinistra e destra, occultati dietro la repressione dei poveri cristi.