Maurizio Pallante, laureato in lettere, si occupa di economia ecologica e tecnologie ambientali. Nel 2007 ha fondato il Movimento per la decrescita felice, di cui è presidente onorario. È autore di numerosi saggi e articoli

Contenuti:

Perché votare Movimento 5 Stelle

I problemi sociali e il cambiamento climatico si preannunciano drammatici. Ad essi la coalizione di centro destra e quella sedicente di centro sinistra rispondono, senza sostanziali differenze, con la ricetta perdente di una ripresa economica sul modello prepandemia. È, dunque, strategico un successo elettorale di chi si oppone a questa ricetta e in particolare, data la debolezza di Unione Popolare, del M5S.

La decrescita, l’egualitarismo, la sinistra

Anche se non può essere considerata una componente della sinistra, la decrescita si inserisce nel sistema dei valori che la sinistra ha interpretato negli ultimi 250 anni della storia. Per riportare le parole di Bobbio, si colloca dalla parte «di chi ritiene che gli uomini siano più eguali che diseguali» e «parte dalla convinzione che la maggior parte delle diseguaglianze sono sociali e, in quanto tali, eliminabili».

Crisi ecologica e manipolazione delle parole

Dopo aver accusato per mezzo secolo gli ecologisti di essere nemici della scienza e del progresso, i loro avversari hanno cambiato strategia manipolando le parole per schierarsi, all’apparenza, dalla loro parte. Incredibilmente una parte del mondo ambientalista non solo li ha accolti, ma ha accettato che assumessero il ruolo guida che volevano ricoprire.

Viva il superbonus! Un’ottima idea e una pessima legge  

La ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio è indispensabile per ridurre le emissioni di gas climalteranti. Ottima, dunque, l’idea di finanziare le spese per migliorare di almeno due classi le prestazioni energetiche degli edifici. La legge in vigore è, peraltro, economicamente insostenibile e fonte di profonde disparità. Ma ci sono miglioramenti possibili. Sol che lo si voglia.

La catastrofe non è un destino, è una scelta

Le emissioni di CO2 sono aumentate perché si è tentato di conciliare l’inconciliabile: cioè di farle diminuire senza smettere di finalizzare l’economia alla crescita della produzione di merci. Eppure il dato è sempre più chiaro: anche il soddisfacimento di tutto il fabbisogno energetico con fonti rinnovabili non basta se non si procede di pari passo con una drastica riduzione della domanda.