Michele Prospero, professore di filosofia del diritto nell’Università della Sapienza di Roma, studia, in particolare, il sistema istituzionale italiano e il pensiero politico della sinistra. Autore di numerosi saggi collabora, tra l’altro, con “il manifesto”.

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La sinistra in stallo verso le europee

La sinistra cosiddetta radicale si presenterà divisa alle elezioni europee. È un esito inevitabile, nonostante gli appelli e le buone intenzioni di alcuni, perché è arduo, se non impossibile, tenere insieme nomi, sigle e personalità che parlano linguaggi eterogenei, pur avendo spesso provenienze comuni. L’ennesima ritirata dovrebbe almeno insegnare che un nuovo progetto a sinistra non può nascere sul terreno elettorale.

La democratura che viene

Il premierato assoluto rompe con la Costituzione antifascista e istituzionalizza una confusa forma di Governo populista, che comprime i diritti, delegittima le opposizioni e sabota il Parlamento. Prepararsi al referendum costituzionale è cruciale per una ricucitura democratica dal basso diretta ad evitare la compressione autoritaria in atto e lo scivolamento dell’Italia verso una forma di “democratura”.

Guardare negli occhi il colore della sconfitta

La sconfitta della sinistra ha una dimensione europea: anche per questo è illusorio pensare che bastino dei cambiamenti di leadership nazionali per invertire la tendenza. Intanto, la guerra incombe con effetti profondi sul vissuto delle persone e sugli scenari politici. Possibile che i socialisti e i democratici europei non mettano in agenda una riflessione comune sulla crescente inadeguatezza della loro offerta politica?

I falò di Parigi e il semipresidenzialismo

La lezione dei falò di Parigi è chiara. Privo di una maggioranza parlamentare Macron impone le sue scelte con decreto, ricorre alla forzatura, umilia il Parlamento, chiude gli spazi del dialogo. Scelta di un presidente tecnopopulista ma, anche, portato di un semipresidenzialismo che è, ovunque, insidioso e che in Italia la destra persegue sol per archiviare la repubblica parlamentare prodotta dall’antifascismo.

Una svolta autoritaria senza opposizione

C’è, in Italia, un problema democratico senza precedenti: la svolta autoritaria contro i diritti fondamentali (dei migranti e non solo) si accompagna alla mortificazione del Parlamento, costretto ad approvare la legge di bilancio senza neppure conoscerne il testo. Il tutto nel vuoto di quel che resta della sinistra e del sindacato.

La maggioranza ha consenso e durerà

Non è scontato che la durata dell’esperienza populista sia effimera. Potrebbe essere una fase durevole, perché inserita in una tendenza epocale. Sono tornati anni difficili. Quelli che una volta avrebbero richiesto esercizi democratici di resistenza, nella teoria e nella prassi.