Per un 2 giugno democratico e anti-militarista

Da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi la ricorrenza del 2 giugno ha assunto un significato particolare. Ci ricorda, per un verso, il fondamento democratico su cui poggia la Repubblica antifascista, che le riforme della destra cercano continuamente di stravolgere; ci richiama, per altro verso, al compito di prendere sul serio l’art. 11 della Costituzione, sempre più ignorato in questi anni di ubriacatura bellicista.

2 giugno a Venaus: un ricordo di Ada Gobetti

Venaus, piccolo paese a due passi dal Moncenisio, noto per uno dei primi episodi di ribellione contro la nuova linea ferroviaria Torino-Lione e per essere sede del festival dell’Alta Felicità del movimento no Tav, ha intitolato una via ad Ada Marchesini Gobetti, moglie di Piero, partigiana, politica libertaria. Un modo – in questi tempi bui – di testimoniare la scelta per un mondo libero, in pace, senza muri né barriere.

2 giugno: quale festa per quale Repubblica?

2 giugno: festa della Repubblica. L’impulso, nei tempi oscuri che attraversiamo, è scrivere di ciò che minaccia la Repubblica: la politica bellicista, l’autonoma differenziata, il presidenzialismo, la disumanizzazione dei migranti, la repressione del dissenso. Ma c’è un modo diverso per festeggiare il 2 giugno: ricordare le lotte di chi pratica la democrazia conflittuale e sociale, e parteciparvi.