La catastrofe annunciata

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La infame legge razzista voluta da Bibi Netanyahu e dal suo governo di fanatici nazionalisti religiosi e fascisti è passata alla Kenesseth (il parlamento israeliano). La nuova norma, votata con 62 voti contro 55 è una legge che ha valore costituzionale e dà a discriminazione, apartheid e razzismo, già realtà de facto, una sanzione de jure. Se questa legge incarna la verità ultima del sionismo, ciò che essa rivela è che il movimento sionista ha sempre avuto una matrice razzista e colonialista. Se poi, i sostenitori della liceità di questo provvedimento ripugnante pensano addirittura che questo sia ebraismo, vogliono fare ritornare gli ebrei a prima di Abramo, ad un pensiero tribale idolatrico, facendo della “terra” l’idolo a cui prosternarsi, l’idolo peggiore della storia, quello che ha procurato infiniti lutti e sofferenze proprio agli ebrei nel corso di secoli e secoli.
Del resto la deriva iperazionalista imboccata con sempre maggior virulenza dai governi della destra ultrareazionaria non poteva che approdare al porto a cui conducono tutti i nazionalismi, la violenza e l’odio per l’altro. Ricordo, en passant, lo slogan dietro al quale marciavano i nazisti: “Ein Volk, ein Land, ein Reich, ein Führer“. Questa paradossalmente è una vittoria postuma per Adolf Hitler, gli ebrei si negano in quanto tali, ma si, perché l’ebraismo senza i suoi straordinari valori universali, etici e sociali, senza l’etica dello straniero, senza la dialettica inesausta esilio/terra, laddove la terra significa abitarla da stranieri con “l’indipendenza di un viaggiatore” ( Franz Rosenzweig ) si riduce ad minuscolo pensiero criptotribale per fanatici.
Ma c’è una tragica catastrofe incombente sul mondo ebraico che questa legge annuncia, una spaccatura irreversibile fra “sionisti” ed ebrei. Personalmente, per quello che conto, io auspico questa radicale separazione, pur sapendo che sarà foriera di dolori, di travagli e lacerazioni, la auspico perché la straordinaria maestà del pensiero ebraico si salvi dall’estinzione promossa da una banda di ottusi zeloti alleati de facto con la peggior feccia antisemita. Ricordo che il presidente degli USA Donald Trump sodale di Bibi è stato eletto con il fattivo apporto di razzisti e di furiosi antisemiti. Grazie a loro oggi si può fare propaganda di odio per gli ebrei ed essere appassionatamente filo israeliani. Gli ebrei della diaspora, possono essere complici di questo schifo? Molti nella loro psicopatologica stupidità lo saranno, non c’è dubbio, ma coloro che credono ai valori della democrazia, dell’uguaglianza, dei diritti universali non hanno altra scelta che separare le loro sorti dal cosiddetto sionismo. E questo vale anche anche per gli ebrei israeliani che condividono gli stessi valori.
Ma c’è anche una catastrofe peggiore che si addensa in questo tempo malato di risorgente malvagità nei confronti degli ultimi. Con la promulgazione della legge razzista Netanyahu e i suoi si preparano ad assumere la leadership assoluta dell’ondata nera ultrareazionaria che si sta espandendo in gran parte del pianeta dei privilegi. Esulteranno gli Orban e con lui gli altri governanti di Vysegrad,i Trump, i Salvini, le Le Pen. Innalzeranno le effigie di Nethanyahu e canteranno Osanna gridando: ”Hurrah! Hurrah! Hurrah! Gli ebrei sono razzisti come noi!” E così potranno discriminare e perseguitare senza problemi gli ebrei che si ostinano a vivere in diaspora e le altre minoranze come i Rom o i migranti. Tutto ciò metterà a repentaglio l’incolumità degli ebrei nel mondo, ma c’è della scienza anche nel provocare un’ ondata di antisemitismo di ritorno. Molti ebrei si decideranno a fare la salita nella terra promessa, non per vocazione, ma per paura, così il nuovo esodo giustificherà la definitiva spoliazione del popolo palestinese e la cancellazione della sua identità, Esagero? Può darsi, se si fa riferimento alla dinamica e al farsi degli eventi nella loro modalità o nella loro successione che non sono prevedibili, ma, se si assume il senso come parametro, non credo di aver sopravvalutato l’evento e le sue conseguenze. È finito il tempo delle proteste balbettanti e ritrose piene di ipocrite specificazioni ridondanti di ma e se, è il tempo di alzare alta e ferma la voce del diritto e della dignità per mobilitarsi in difesa della democrazia come valore irrinunciabile, altrimenti prepariamoci a nuove forme del disumano e dell’orrore.

Benjamin Netanyaou e Viktor Orban

About Moni Ovadia

Moni Ovadia è un attore, drammaturgo, scrittore e compositore di famiglia ebraica. Tale ascendenza influenza tutta la sua opera, diretta al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell’Europa orientale. Politicamente impegnato nella sinistra è profondamente critico nei confronti della politica ultranazionalista del Governo di Israele e impegnato nella difesa dei diritti della Palestina e dei palestinesi.

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One Comment on “La catastrofe annunciata”

  1. Da non ebreo commento con un certo disagio le parole di un celebre artista di famiglia ebraica ma vorrei mettere in dubbio, credo in accordo con la migliore tradizione ebraica, la natura monolitica del sionismo ed anche la comune ispirazione razzista delle sue varie componenti.
    Martin Buber insegna…

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