La sinistra italiana e l’Europa. Restare servi o diventare europei

Nel mondo trionfano il suprematismo nazionalista, l’odio per gli immigrati, la negazione dello Stato di diritto, la persecuzione delle minoranze. In questo contesto L’Europa, pur tradendo in buona parte le attese, ha limitato le diseguaglianze sociali (costruendo più robusti sistemi di welfare) e tutelato i diritti individuali. Sta alla sinistra rilanciare un progetto di costituzione per gli Stati Uniti d’Europa.

Un programma elettorale di svolta: la strada per la pace

La guerra domina il mondo. Ciò pone al centro di ogni programma progressista una politica estera fondata sul rifiuto del riarmo, su una proposta diplomatica per la soluzione del conflitto in Ucraina (riprendendo i rapporti con la Federazione russa), sul riconoscimento dello Stato di Palestina, sull’interruzione di ogni rapporto militare con Israele e sul rilancio del diritto internazionale.

Chi mette davvero le mani nelle tasche degli italiani?

Negli ultimi anni sta procedendo una sottrazione di ricchezza ai danni dei cittadini e di intere nazioni, molto più profondo rispetto alla promessa di Berlusconi di non mettere le mani in tasca agli italiani. È la corsa agli armamenti, folle e pericolosa, che porterà l’Italia, nel 2028, a una spesa militare di circa il 3,2% del Pil. Nel 2035, poi, essa ammonterà a 498 miliardi con una soglia annua di 145 miliardi (a fronte dei 40 attuali).

Idee e progetti per un’altra Europa

L’Europa rischia di essere spazzata via dalle ambizioni geopolitiche degli Stati Uniti (che le hanno delegato un’anacronistica guerra alla Russia) e dalla subalternità della sua leadership. Non si uscirà da questa situazione senza una proposta di alto profilo che miri a fare dell’Europa un luogo di diritti per tutti e con passaggi intermedi ineludibili come una trattativa realistica per la fine della guerra in Ucraina.

L’Europa e la convenienza della pace

I governanti europei preparano la guerra, anche se il solo ipotizzarla, contando su una campagna di manipolazione e di menzogne e inventando qualche provocazione per aizzare l’odio contro il nemico, è una assoluta follia. Sembra difficile oggi staccarsi dall’abbraccio servile come UE, ma si può. La Spagna mostra la strada. Cacciare il governo Meloni costituirebbe un buon passo per farlo anche noi.

La guerra uccide e corrompe

La guerra in Ucraina sta evidenziando una corruzione sistematica, con profitti che irridono popolo e soldati. Da entrambe le parti. Dapprima emersa sul versante russo in forme finanche grottesche (oggetto di pesanti ironie degli uomini di Zelenskyj), è poi divampata in Ucraina, rivelando tangenti fisse su ogni fornitura militare e arricchimenti spropositati (fino a bagni in oro) di pochi oligarchi). È la guerra, bellezza!

Lo spettro russo e la cecità dell’Europa

In Ucraina una pace giusta è possibile. Con alcuni punti fermi: l’indipendenza politica e militare dell’Ucraina sorretta da specifiche garanzie, la russizzazione delle province separatiste, uno statuto speciale per la Crimea. L’alternativa è l’autodistruzione dell’umanità. Ma gli europei, invece di spingere i due nemici a negoziare e a stabilire un equo compromesso, contribuiscono all’escalation del conflitto.

Ucraina. Dare un’opportunità alla pace

Con il “piano di pace” proposto da Trump e le sue successive modifiche si è aperta un’opportunità per porre fine all’inutile strage che insanguina la frontiera est dell’Europa. Invece di esultare, le cancellerie occidentali e i vertici UE hanno avuto una reazione stizzita e hanno cominciato a remare contro. Eppure l’alternativa è chiara: o si pone fine stabilmente al conflitto oppure il futuro è la guerra tra Russia e Occidente.