Il Parlamento europeo riscrive la storia

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione nella quale si riconosce l’Holodomor (cioè la la terribile carestia che colpì l’Ucraina nel 1932-33) come un genocidio e un atto pianificato dall’Unione Sovietica per «sopprimere il popolo ucraino e la sua identità». La tesi, contestata da storici autorevoli, smentisce una precedente risoluzione dello stesso Parlamento e riscrive la storia a beneficio di contingenti obiettivi politici.

Se le Assemblee parlamentari chiamano alla guerra

Il 23 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che definisce la Russia «Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici». Vero il fatto, ché ogni guerra è una forma di terrorismo alla massima potenza, la risoluzione, mai adottata in casi analoghi, è, in realtà, una forzatura politica perché allontana ogni possibilità di un’intesa di pace (impossibile con uno “Stato terrorista”).

Ucraina, dollari e yuan

I commentatori italiani, e non solo, hanno perlopiù ignorato i dati macroeconomici di fondo che stanno alla base della guerra d’Ucraina. Eppure non dovrebbero essere trascurati, perché senza prenderli in considerazione non è possibile capire perché sia la Russia che gli USA abbiano preferito la guerra a un’intesa diplomatica.

Ucraina: l’ultimo appello di Francesco

Mentre i rischi di una guerra nucleare si accentuano il papa dedica l’intera riflessione domenicale alla pace. Con un appello più concreto che mai: «tacciano le armi!», e dunque un cessate il fuoco immediato; poi, si ripristini l’integrità territoriale dell’Ucraina; infine, si rispettino i diritti delle minoranze russofone e le legittime preoccupazioni della Russia. È, forse, l’unico equilibrio possibile.

Il buio oltre l’orizzonte

La situazione italiana si intreccia con quella internazionale. Noi sosteniamo la controffensiva ucraina che mira a sconfiggere la Russia; quest’ultima fa sapere che, se messa alle strette, userà l’arma nucleare; gli Stati Uniti annunciano che, se ciò accadrà, risponderanno con la stessa moneta; così noi ci troveremo coinvolti in una guerra nucleare. Ma nessuno sembra rendersene conto.

L’Ucraina e i rischi di una guerra nucleare

Le minacce incrociate di una guerra atomica si intensificano. A Putin che, in modo rabbioso e irresponsabile, evoca, in caso di escalation del conflitto, l’uso di armi nucleari, Biden risponde che la risposta americana «sarebbe consequenziale». Così la domanda si fa più pressante: vogliamo proseguire questo macabro gioco o è giunto il momento di dire basta e avviare una soluzione negoziata?

Sanzioni alla Russia, il Vietnam dell’Unione europea

L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto come risposta uno tsunami di retorica, una valanga di armi e denaro inviati a Kiev e le sanzioni contro la Russia. Sanzioni assai deboli, peraltro, ché l’Europa ha più bisogno del gas russo di quanto la Russia abbia bisogno della nostra valuta pregiata e il prezzo alle stelle del gas, determinato da meccanismi speculativi, fa sì che la Russia guadagni di più pur vendendo di meno.

Siamo in piena Guerra Grande. Sfida a tre per il primato mondiale

Stati Uniti, Russia e Cina ripropongono a Taiwan e in Ucraina la tradizionale contrapposizione Est-Ovest. Siamo, per usare l’espressione del romano pontefice, nella terza guerra mondiale a pezzi. Con il rischio che diventi la nuova Grande Guerra tout court. Intanto, l’esplosione demografica dell’ex Terzo Mondo rischia di aprire nuovi fronti lungo la faglia Nord-Sud, mentre il resto del mondo siamo noi.

La NATO e la sindrome del dottor Stranamore

Con il summit di Madrid del 29-30 giugno la NATO si è definitivamente trasformata da alleanza politico-militare in gendarme mondiale legittimato all’uso della forza, al di fuori dei vincoli del Patto atlantico e della Carta delle Nazioni Unite. Non solo, ma con l’individuazione di un nemico stabile e irredimibile, ha messo in atto una vera e propria dichiarazione di guerra.