Non solo elezioni, bisogna anche guardare oltre

Le elezioni del 2027 saranno importanti, ma non segneranno la fine della storia. Ciascuno, a sinistra, sceglierà il meno peggio tra una testimonianza irrilevante e un voto teso a evitare, se non altro, l’incubo della riconferma di Meloni. Ma, intanto, bisogna porre le basi per non ritrovarsi allo stesso punto fra cinque anni. Certo, non si possono resuscitare i vecchi partiti ma non si può prescindere da una forza politica strutturata.

I disastri del calcio azzurro

Il calcio italiano continua a dare pessima prova: scomparso dalla scena internazionale, privo di individualità apprezzabili, incapace di rinnovamento nella dirigenza e nell’organizzazione. L’ultima cattiva figura è il ripescaggio di Mancini, dopo avere fatto balenare Guardiola e bruciato Maldini. Una minestra riscaldata impresentabile anche sul piano etico. L’unico sollievo è che sarà difficile, per lui, fare peggio dei predecessori.

La sinistra necessaria: nuovi soggetti e nuove forme organizzative

La vera novità politica dell’anno in corso, in Europa, è stata la vittoria della gauche in Francia, sulla base di un programma effettivamente di sinistra. Da quella lezione occorre partire, in un processo costituente aperto, rivolto ai movimenti e alle forze politiche organizzate, capace di stabilire percorsi comuni di ricerca e di lotta e di inventare nuove forme di organizzazione e di comunicazione senza ansie governiste.