Primo Maggio. Perché in piazza ci sia spazio per tutti

Spezzare e militarizzare un corteo, come ha fatto la polizia il 1° maggio a Torino, non è accettabile. La piazza è di tutte e tutti. Rispettado la libertà altrui, tutte e tutti devono poter esprimere il proprio consenso o dissenso verso posizioni politiche e sindacali e verso le autorità presenti. Come diceva Sandro Pertini, «Libero fischio in libera piazza»: è l’ABC della democrazia.

Il “belpaese” delle violenze e dei falsi di polizia

L’omicidio di Stefano Cucchi e il processo che ne è seguito confermano che l’abuso di potere, la pratica della tortura, la falsificazione degli atti, la copertura dei responsabili, l’insofferenza per le verifiche della magistratura non sono eventi eccezionali in un contesto sano e leale, ma elementi ricorrenti nella condotta delle nostre forze dell’ordine. Da qui occorre ripartire, senza rimozioni, per un reale risanamento.

vergogna

La vergogna dei manganelli sugli studenti

Le cariche indiscriminate della polizia contro gli studenti, che manifestavano pacificamente in tante città italiane, non possono passare sotto silenzio, coperte in questi giorni dal triste spettacolo della politica nel Parlamento. Protestavano per la morte di Lorenzo Parelli, il ragazzo di soli 18 anni, ucciso da una trave d’acciaio l’ultimo giorno del suo stage formativo.

Torino. Esselunga è meglio di un parco

Per opporsi all’abbattimento di un parco e di una struttura di aggregazione, deciso per costruire l’ennesimo centro commerciale, un gruppo di associazioni, movimenti e cittadini organizza una marcia di protesta. La risposta? Il corteo viene pesantemente caricato dalla polizia tra gli applausi delle istituzioni cittadine (con il solo distinguo di un assessore). Così va la vita nel Belpaese…

Non sbattere il mostro in prima pagina

La presunzione d’innocenza, già prevista in Costituzione, è ora oggetto di un decreto legislativo che vieta alle pubbliche autorità di indicare come colpevole la persona sottoposta a indagini fino a condanna definitiva e regolamenta le modalità con cui il pubblico ministero può dare informazioni sulle indagini. Lodevole l’intento, ma la disciplina prevista dà adito a non pochi dubbi.

Genova 2021: quelle torture impunite

A 20 anni dal G8 di Genova gli operatori di polizia responsabili di violenze e torture sono rimasti di fatto impuniti anche sul piano disciplinare. E ciò nonostante le richieste di interventi adeguati dei competenti organismi europei. Chiamati a scegliere tra un possibile conflitto con gli apparati di polizia e la violazione della Costituzione, i Governi hanno scelto la seconda alternativa.

La lotta sociale e politica scuote l’Uruguay

L’Uruguay si è risvegliato: all’esito di una grande mobilitazione sono state raggiunte 763.443 firme (poco meno di un elettore su tre) per un referendum abrogativo della legge voluta dalla destra che limita i diritti dei cittadini e dei lavoratori e aumenta i poteri della polizia. Interessante il ruolo di primo piano del sindacato nel movimento di opposizione.

Le forze di polizia tra passato e presente

C’è, nella storia della Repubblica, un filo rosso di violenze di polizia. Non si tratta di gesti di “mele marce” ma del perpetuarsi di una cultura che viene da lontano. Occorre, dunque, modificare quella cultura. Negli anni ’70 qualcuno ci provò e nacque la sindacalizzazione della polizia. Gli esiti non sono stati quelli sperati ma da lì occorre ripartire.