La Procura di Milano e i rider

La Procura di Milano ha disposto il controllo delle condizioni di lavoro di 60 mila rider. L’esito è stato univoco: la loro considerazione come lavoratori occasionali e autonomi è impropria e ha prodotto, tra l’altro, la violazione della normativa sulla sicurezza del lavoro. Sembra un revival degli anni Settanta.

Algoritmi e diritti dei rider

Nel novembre 2019 la legge ha stabilito che ai rider si applica la disciplina del lavoro subordinato. Un anno dopo il giudice del lavoro di Palermo precisa che un rider operante sotto la direzione dell’algoritmo di “Glovo” è a tutti gli effetti un lavoratore subordinato. Ma l’effettività dei diritti dei ciclofattorini è ancora in forse.