Un calcio al debito

Il debito pubblico del nostro Paese è un peso insostenibile, un fardello da cui liberarsi, una catena da spezzare. In un dossier l’indicazione di alcune modalità per farlo, andando a prendere la ricchezza dov’è, con un sistema fiscale progressivo, un’imposta sulle successioni, una diversa modulazione dell’Iva, una seria lotta all’evasione.

Voltaire, Einaudi e il MES

In un approccio prudenziale, einaudiano, dovrebbe essere sconsigliato ricorrere al MES. Soprattutto se l’Italia dovesse deciderlo in solitaria. Si tratta di confrontare un vantaggio immediato modesto con il rischio di un aggravamento consistente delle modalità di rinnovo del nostro ingente debito pubblico con l’estero.

Debito: si può invertire la rotta

Se nel 2020 chiudesse il bilancio dello Stato in pareggio l’Italia diventerebbe un Paese affidabile e potrebbe finalmente decidere quante risorse utilizzare per ridurre ulteriormente il debito e quante per migliorare le condizioni del Paese. Non è semplice ma è possibile. Basta trovare 30 miliardi di euro…

L’acqua, la diga e il Fondo Salva Stati

Il 30 settembre il nostro debito pubblico ha raggiunto la cifra record di 2.393 miliardi di euro. Ma la politica, anziché preoccuparsene, si dà battaglia sul meccanismo che fornisce prestiti ai Paesi in crisi. È come pensare, anziché della solidità di una diga, alle modalità per intervenire quando l’acqua tracimerà.

Il Fondo Salvastati così non va

Il Fondo Salvastati (Mes) è la tessera di un mosaico di cui fanno parte il Fiscal Compact e il sistema della Unione bancaria europea. È dunque necessaria, per l’Italia, una valutazione complessiva all’esito della quale negoziare modifiche sostanziali. In mancanza, meglio una pausa di riflessione prima di ogni approvazione. solo guai.