Cancellare parte del debito pubblico si può, ma…

Da tempo e da più parti negli ultimi mesi ha preso slancio la proposta di cancellare la parte di debito (circa il 25%) che alcuni Paesi europei hanno nei confronti della Banca Centrale Europea (https://volerelaluna.it/rimbalzi/2020/11/30/cancellare-parte-del-debito-non-e-un-tabu/). Questa tesi è stata sostenuta anche dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Il recente appello sottoscritto da oltre un centinaio di economisti di vari Paesi europei (https://volerelaluna.it/economie/2021/02/08/la-bce-cancelli-i-debiti-degli-stati/) è un ulteriore passo in questa direzione. Si tratta di una proposta tutto sommato ragionevole, che presenta alcune criticità, ma con vantaggi probabilmente superiori agli aspetti negativi.

Sottolineata la validità della proposta, occorre riconoscere che nell’appello degli economisti ci sono alcuni aspetti che lasciano perplessi. Anzitutto il titolo: «Annullare i debiti pubblici detenuti dalla BCE per prendere il controllo del nostro destino». L’Italia attualmente ha un debito pubblico che corrisponde a circa il 160% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Se la Banca Centrale Europea congelasse per sempre o annullasse il 25% del nostro debito, questo scenderebbe al 120% nel rapporto debito/PIL. Dieci anni fa l’Italia era al 120%, ma sembra abbastanza azzardato pensare che avessimo il «controllo del nostro destino». In realtà avevamo, anche allora, un debito pubblico eccessivamente alto, con uno spreco di risorse destinate a pagare gli interessi. Ridurre il debito di un quarto sarebbe una buona notizia, ma la situazione debitoria resterebbe comunque critica. L’enfasi sul controllo del nostro destino è palesemente eccessiva.

Inoltre nell’appello c’è una novità rispetto alle precedenti versioni: «La nostra proposta è quindi semplice: firmiamo un contratto tra gli Stati europei e la BCE. Quest’ultima si impegna a cancellare i debiti pubblici che detiene (o a trasformarli in debiti perpetui senza interessi), mentre gli Stati si impegnano a investire le stesse somme nella ricostruzione ecologica e sociale». Domanda: dove troveranno gli Stati queste somme da investire? Probabilmente facendo nuovo debito. E chi dovrebbe sottoscriverlo? La Banca Centrale Europea? Il rischio di un circolo vizioso è evidente.

Infine, nell’appello da un lato si cita l’esempio del «quantitative easing voluto da Mario Draghi», cioè il fatto che da anni la BCE sta acquistando una parte importante dei titoli di debito emessi dagli Stati europei, dall’altro si afferma che «siamo fortunati ad avere un creditore che non teme di perdere i suoi soldi: la BCE». La fortuna non c’entra nulla, si tratta di una precisa scelta di politica monetaria della BCE guidata da Mario Draghi, che negli ultimi anni è riuscito a convincere anche gli altri rappresentanti dei Paesi europei (Germania in primis) presenti nella BCE a stampare moneta per tenere bassi i tassi di interesse. È grazie a questa scelta della BCE che oggi possiamo ipotizzare la cancellazione del debito pubblico detenuto dalla BCE. Dare a Cesare quel che è di Cesare, non significa necessariamente approvare tutto ciò che fa Cesare. Però è giusto, anche quando Cesare si chiama Mario.

Gli autori

Rocco Artifoni

Rocco Artifoni è presidente nazionale dell’Associazione per la riduzione del debito pubblico (ARDeP), referente per la Lombardia dell’Associazione Art. 53, responsabile comunicazione del Coordinamento provinciale di Bergamo di Libera e del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione.

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2 Comments on “Cancellare parte del debito pubblico si può, ma…”

  1. oramai siamo alla fanta finanza.

    per crescere basta stampare moneta e siamo tutti piu ricchi. le borse lo sanno bene.

    in aprile la bce ha comprato titoli di stato italiani per oltre 150 miliardi.

    per uscire dalla crisi altra moneta fresca di stampa made in europe, in euro ovvio, mica in lire..
    un’ulteriore montagna di euro, pari al 20% del debito italiano.

    per essere ancora meno indebitati basta “passare” altro debito alla bce (in teoria farlo garantire da francia e germania, in pratica farlo ripagare a loro) e poi, perche no, cancellarlo.

    pagarlo? ma non diciamo fesserie!

    piu che fanta finanza sembra il campo dei miracoli di Collodi: basta un clic su un computer a francoforte
    e gli zecchini d oro piovono sul cielo di tutta europa.

    ma perchenessuno ci ha mai pensato prima?

    e poi, tornando seri, ci si chiede , con stupore, perche olandesi e altri paesi alquanto “strani” (strani nel senso che hanno la curiosa usanza di ripagare i debiti), non ci vogliano dare nemmeno un euro.

    chissa perche.

    1. Condivido la sua ironia, che in sostanza mette in luce un semplice concetto: i debiti di norma si pagano, per responsabilità.
      Per approfondimenti segnalo il sito ardep.it

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