Tokyo 2021, Olimpiadi in clausura

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Dall’annullata Olimpiade del 1944 l’evento Giochi non si trovava a vivere una situazione così problematica, conflittuale ed enigmatica. Tanto che la stessa interruzione in corso d’opera della manifestazione di Tokyo è quotata al betting inglese come un evento possibile. Del resto, i primi contagi mostrano l’utopia della bolla in cui racchiudere i partecipanti e, in particolare, i fruitori del Villaggio Olimpico (3.600 stanze per 18.000 piccoli letti).

Non sarà un evento a misura di pubblico, ovviamente di tifo, e neanche a misura di giapponesi e di giornalisti stranieri, molti dei quali, considerato il difficile approccio post-accredito, hanno preferito rimanere in patria, assecondando involontariamente la tendenza degli editori di risparmiare sulle spese. Dunque sarà privilegiata l’osservazione delle telecamere, in controtendenza per l’Europa, scherzo dei fusi orari. Misurandosi in Italia, ma anche in Europa, con i primi diritti assegnati a Discovery in barba al dettato istituzionale che vorrebbe la gratuità mediatica per i grandi eventi. La Rai giocherà sulla seconda concessione invadendo la Rete due e Rai Sport ma l’integralità della manifestazione sarà riservata a chi ha pagato ben di più, salvo rivendere la concessione frazionando l’esclusiva.

Lo sport italiano coltiva l’idea di prolungato benessere instaurata dal successo negli Europei di calcio ma in un contesto ben più difficile, dove la medaglia d’oro delle massime possibilità consiste nell’approdare al G10 ovvero con l’inserimento nelle prime dieci nazioni in quel medagliere da sempre ufficioso per il CIO ma in realtà, autentica cartina di tornasole del valore prestazionale di ogni nazione. L’Italia sembra aver avvertito meno di altre concorrenti gli effetti della pandemia nel biennio 2020-2021 anche per il larvato professionismo di discipline che, solo ipocritamente e formalmente, vengono considerate amatoriali (nuoto, tiro a volo, ginnastica, tanto per citarne qualcuna). Le medaglie che ci vengono pronosticate si racchiudono nell’arco probabilistico tra le 28 e le 35. Anche toccando la previsione più pessimistica sarebbe un successo considerando la concorrenzialità degli accessi negli sport cardine come l’atletica leggera dove solo una decina tra i 76 selezionati azzurri possono sperare in un accesso a una finale, ovvero il fatidico inserimento tra i primi otto. Il CIO vuole mostrare la propria versatilità (a volte disinvolta) inserendo nuove discipline come l’arrampicata e il karate. Mostrando ancora una volta scarsa coerenza se il secondo sport citato, non sarà inserito nell’edizione 2024, con tanti saluti a un progetto di continuità.

Saranno i giochi della sempiterna Pellegrini che scala il miracolo della quinta partecipazione consecutiva senza dimenticare chi fa di meglio e di più come la ginnasta uzbeca ex russa Oksana Chusovitina che gareggerà per l’ottava volta consecutiva in questo consesso senza frontiere. Il potenziale pluri-medagliato azzurro potrebbe essere il polivalente fondista Paltrinieri, la cui principale incognita è legata al ritardo di preparazione provocato da una maligna mononucleosi. Il nuotatore carpigiano ha la possibilità teorica di vincere tre medaglie d’oro per la soddisfazione del presidente del Coni Malagò sul cui giudizio pendono inevitabilmente i risultati, anche se l’autonomia delle federazioni è tale che ormai il governo sportivo poca dialettica può inserire nel dialogo con le stesse, spesso ostili (il nuoto appunto, ma anche il tennis).

Inutile sottolineare che dall’andamento di questa Olimpiade dipende il futuro globale dell’evento, sempre più insidiato da un calendario multisport faraonico. Vi dice qualcosa il fatto che gli appena conclusi europei di calcio si sono protratti per un mese mentre il massimo evento sportivo – le Olimpiadi – dura appena la metà del tempo? Il business è tutto. I Giochi di Tokyo a preventivo dovevano costare 7.5 miliardi ma a consuntivo la cifra è raddoppiata. E il potenziale incasso relativo a 4,5 milioni di biglietti venduti è diventato pura utopia. All’orizzonte c’è il rischio boicottaggio per il prossimo evento, i Giochi Invernali 2022 previsti in Cina. Pochi al mondo vorrebbero essere nei panni del presidente del CIO, Bach. Quello che sbarcando a Tokyo ha confuso i giapponesi con i cinesi.

Foto in homepage AFP

 

Daniele Poto

Daniele Poto, giornalista sportivo e scrittore, ha collaborato con “Tuttosport” e con diverse altre testate nazionali. Attualmente collabora con l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Ha pubblicato, tra l’altro, Le mafie nel pallone (2011) e Azzardopoli 2.0. (2012).

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