Tortura: i procedimenti in corso in Italia

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Un dossier sull’applicazione della legge a quattro anni dall’introduzione del reato di tortura. È quello che ha realizzato Antigone in occasione della Giornata Internazionale per le Vittime di Tortura.

Quattro anni fa fu introdotto nel codice penale italiano il reato di tortura (il 613 bis). Erano passati quasi 30 anni da quando l’Italia aveva ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite impegnandosi davanti agli organismi internazionali a perseguire e punire questo crimine contro l’umanità. Tuttavia i vari tentativi compiuti non avevano portato all’esito atteso. Nel frattempo nel paese la tortura esisteva e veniva, purtroppo, praticata, come ci hanno dimostrato alcune sentenze della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo che hanno condannato il nostro paese per le torture nel carcere di Asti e per quelle nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova.

«Quel testo – ricorda Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – fu figlio di un compromesso che lo staccò da quelle che erano le previsioni contenute nella Convenzione Onu. Tuttavia come associazione, lo difendemmo e chiedemmo l’approvazione. Sappiamo infatti che non sempre avere la migliore possibile delle leggi basta. Quello che conta, spesso, è la cultura giuridica di chi poi quelle leggi le applica. Inoltre eravamo certi che anche con l’attuale formulazione, mantenesse i criteri per una ampia applicazione. A distanza di quattro anni ne abbiamo avuto prova, con diversi procedimenti e processi avviati contro presunti torturatori e le prime condanne». 

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