Il “belpaese” delle violenze e dei falsi di polizia

L’omicidio di Stefano Cucchi e il processo che ne è seguito confermano che l’abuso di potere, la pratica della tortura, la falsificazione degli atti, la copertura dei responsabili, l’insofferenza per le verifiche della magistratura non sono eventi eccezionali in un contesto sano e leale, ma elementi ricorrenti nella condotta delle nostre forze dell’ordine. Da qui occorre ripartire, senza rimozioni, per un reale risanamento.

Genova 2021: quelle torture impunite

A 20 anni dal G8 di Genova gli operatori di polizia responsabili di violenze e torture sono rimasti di fatto impuniti anche sul piano disciplinare. E ciò nonostante le richieste di interventi adeguati dei competenti organismi europei. Chiamati a scegliere tra un possibile conflitto con gli apparati di polizia e la violazione della Costituzione, i Governi hanno scelto la seconda alternativa.

Delitti di Stato e crimini di guerra

La conclusione dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, che ha indicato precise responsabilità del Governo egiziano, e l’apertura della 26ª Conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione sulle armi chimiche, pur tra loro diverse, richiamano entrambe la Comunità internazionale ad agire concretamente contro i delitti di Stato e i crimini di guerra.

Genova

Ho visto Genova due volte

A Genova nel 2001 è stato soffocato in culla un embrione di futuro. I rappresentanti di una sovranità in estinzione hanno imposto con la violenza e la tortura il proprio modello fallito, stroncando nelle aule della Diaz e nelle celle di Bolzaneto la volontà di cambiamento di una generazione innocente. Di quel crimine paghiamo ancora oggi il prezzo.

Tortura: i procedimenti in corso in Italia

Quattro anni fa è stato introdotto nel nostro codice penale il reato di tortura. Oggi, nonostante la formulazione riduttiva, se ne vedono i primi effetti. Un dossier di Antigone segnala, limitatamente a fatti avvenuti in carcere, le prime due condanne e i numerosi procedimenti in corso, da Torino a Santa Maria Capua Vetere.

«Li abbattiamo come vitelli», ovvero la costruzione dell’immaginario delle torture

«Li abbattiamo come vitelli» è una delle frasi utilizzate in chat tra alcuni agenti penitenziari prima del sistematico pestaggio dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: una tortura a tutti gli effetti. Ma la tortura non nasce mai dal nulla. Qui affonda le radici nella costruzione dell’immagine del detenuto come “vuoto a perdere”.

Assange

Quando il silenzio diventa un omicidio

La vicenda del fondatore di WikiLeaks, Julien Assange, sembra terribilmente a una prova tecnica di un nuovo regime dell’informazione. E’ accusato di un reato previsto dall’Espionage Act statunitense del 1917, in base al quale la pena prevista arriva a 175 anni di carcere. Perché si riapra il sipario serve un atto formale dei governi e dell’UE.