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Donatella Di Cesare, docente di filosofia teoretica all’università di Roma La Sapienza e membro del Comitato scientifico del Museo della Shoah, è tra i maggiori studiosi dell’Olocausto e dell’universo concentrazionario, considerati punti d’avvio anche per la riflessione filosofica. Negli ultimi anni ha approfondito, in particolare, i temi delle migrazioni, della critica dello Stato nazione, della coabitazione nel mondo e del superamento del concetto di cittadinanza in una visione in cui siamo tutti “stranieri residenti”.

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Migranti. Quei prigionieri senza colpa

L’internamento dei migranti che non hanno commesso alcun reato è diventato normalità. Ormai si è giunti a credere che sia ovvio, normale, legittimo internare uno straniero, solo perché straniero. Un’eredità inquietante del più buio Novecento europeo e delle sue scellerate politiche di ecologia della nazione, di pulizia etnica, di detenzione abusiva di esseri umani.