Torino. Riqualificare le case popolari

image_pdfimage_print

A volte si tratta di saper cogliere le occasioni. Come riqualificare le case popolari, spesso in condizioni fatiscenti o, comunque, precarie? La Rete civica collina torinese ha lanciato una proposta (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3100504710037795&set=gm.989197571539009&type=3&theater) che, fatta propria da diversi consiglieri di Comuni della città metropolitana, è diventata una mozione che è stata o sta per essere discussa in molti consigli comunali. Ecco di cosa si tratta.

A seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, la crisi del tessuto produttivo nazionale ha spinto il Governo a stanziare circa 155 miliardi di euro tramite il cosiddetto “decreto rilancio”, mirando alla ripresa economica di imprese e famiglie. Fra gli interventi previsti, c’è il superbonus per l’edilizia, c.d. ecobonus 110%, grazie al quale sarà possibile ottenere una detrazione fiscale sulle spese di efficientamento energetico e sismico.

Il patrimonio immobiliare di edilizia popolare dell’ATC Piemonte Centrale, che comprende poco meno di 30.000 alloggi (vedi, nel dettaglio, http://www.comune.torino.it/statistica/osservatorio/stranieri/2018/pdf/8_-_Citta_Metropolitana_-_Osservatorio_Abitativo_Sociale_-_Assegnazione_Alloggi_Popolari.pdf), necessita di interventi rilevanti di ristrutturazione, rimandati negli anni per mancanza di fondi. Oggi, con l’attivazione dell’ecobonus energetico per case ATC e delle cooperative di abitazione, si può avviare un massiccio piano di interventi di riqualificazione, senza oneri per gli ATC, per gli inquilini e per i proprietari.

L’ecobonus prevede detrazioni per specifici lavori di efficientamento energetico e tutela ambientale pari al 110% per le opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare su case e palazzi. Sono interventi di riqualificazione energetica o sismica a costo zero, grazie a un credito d’imposta del 110% alle imprese che faranno i lavori. Interventi che porterebbero a risparmi consistenti della spesa energetica degli utilizzatori/inquilini e che, nel contempo, contribuirebbero a un grande miglioramento nella emissione di CO2 e alla lotta all’inquinamento.

I lavori effettuabili attraverso la fruizione dell’ecobonus 110%, che devono garantire un miglioramento nell’efficienza energetica pari ad almeno due classi, certificabile tramite Attestato di Prestazione Energetica (c.d. APE), sono l’installazione di caldaie a biomassa e a condensazione, di classe energetica A; gli interventi di coibentazione; la riqualificazione totale (volta a ridurre le spese di gas e luce); l’installazione di pompe di calore, caldaie, scaldacqua a pompa di calore, pannelli fotovoltaici e collettori solari per produzione di acqua calda; il rifacimento delle facciate.

Sulla base di questi presupposti la Regione Lazio ha attivato un programma denominato ATER GREEN con investimenti per 4,8 miliardi di euro per efficientamento energetico di oltre 80.000 alloggi popolari ‒ l’intero patrimonio immobiliare delle ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica) del Lazio ‒, riduzione dei consumi energetici e diminuzione del costo delle bollette, meno inquinamento e maggiore sicurezza (vedi http://www.metamagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/slides_Ripartire_veloci.pdf.).

È tempo che accada anche a Torino. Occorre che la Città Metropolitana e tutte le amministrazioni locali, i proprietari e gli inquilini di alloggi popolari, le aziende del settore energetico ed edile collaborino tra loro e mettano in campo ogni utile azione al fine di impostare lavori congruenti alle indicazioni di priorità su richiamate ed esperendo tutte le iniziative possibili per attivare l’iniziativa della attuale gestione della ATC Piemonte Centrale. Mozioni di impegno su questo tema sono state presentate in diversi comuni (Ivrea, San Mauro, Gassino, Collegno) e approvate. In altri sono ancora da discutere, in particolare a Torino, Moncalieri e Grugliasco. A Settimo la mozione è stata bocciata in quanto non si ritiene congruo il lasso di tempo previsto dal “decreto rilancio” per effettuare gli interventi.

E infatti il tempo non è molto, solo fino al 30 giugno 2022, data ultima per gli ATC per utilizzare l’ecobonus.  

Occorre fare presto. Occorre che tutti siano consci che si tratta di un treno da non perdere.