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La “via della seta” e le bugie con le gambe corte…

Due notizie recenti mostrano per l’ennesima volta il pozzo di bugie che sorregge il progetto Tav in Valle di Susa. Doveva essere un tassello fondamentale della “via della seta” da Lisbona a Pechino e un toccasana per la crisi occupazionale della zona. Oggi la “via della Seta” è archiviata e sono stati licenziati i 36 (sic!) lavoratori valsusini impegnati nell’opera. Nessun problema, si troverà qualche altra bugia…

Via della seta addio, prima gli interessi Usa

La decisione del Governo Meloni di uscire dalla cosiddetta “via della seta cinese” è un evidente cedimento agli interessi degli Stati uniti e alla loro nuova politica di protezionismo aggressivo. Ma è un grave errore strategico: da un lato danneggia l’economia nazionale, dall’altro, contribuendo alla divisione del mondo in due grandi blocchi commerciali, di “amici” e “nemici”, aggrava le tensioni e i conflitti internazionali.

Torino-Lione: fantasia senza confini

Per la Torino-Lione è arrivato il tempo delle fantasie e delle “scommesse”. C’è chi evoca una nuova “via della seta” e chi preannuncia frotte di sciatori internazionali in arrivo alla stazione internazionale di Susa (distante decine di chilometri dalle piste). Purché ciò avvenga con denaro pubblico.