Osservatorio settimanale

Le notizie più importanti della settimana dall’America Latina

7 luglio 2018

La sinistra ritorna al potere in Messico; la crisi in Nicaragua continua; in Cile condanna a nove ex ufficiali militari per l’omicidio di Víctor Jara; l’Argentina protesta contro le politiche di Macri…

Messico

  • Il candidato di sinistra Andrés Manuel López Obrador (AMLO) è ora il presidente eletto del Messico. Dopo aver conosciuto i risultati elettorali, ha ottenuto il 53% dei voti e vinto in 31 dei 32 Stati che compongono il Paese, Obrador ha chiesto la “riconciliazione” del popolo messicano e ha incontrato il presidente in carica, Enrique Peña Nieto. Obrador ha anche assicurato che inviterà il suo omologo statunitense, Donald Trump, al suo insediamento.
  • Tra i membri che comporranno il gabinetto del governo di Obrador c’è Marcelo Ebrard, coordinatore della campagna elettorale, proposto per dirigere la diplomazia messicana. In totale, saranno otto donne e nove uomini.
  • Un giorno prima delle elezioni del 1° luglio, il giornalista del settimanale “Playa News Aquí y Ahora” José Chan Dzib è stato assassinato. Dal 2000, in Messico sono stati assassinati 131 giornalisti.
  • La sconfitta elettorale del PRI e del PAN, i due partiti che per decenni si sono alternati al potere in Messico, apre una nuova fase di cambiamenti interni che lo stesso Manlio Fabio, ex presidente del PRI, ha definito come “implosione”.

Cuba

  • Il Congresso e il Senato degli Stati Uniti hanno approvato nuove disposizioni del valore di 45 milioni di dollari per, come sostengono, «promuovere la democrazia e la società civile» a Cuba nel 2019; di questi 45 milioni, oltre 29 vengono destinati all’ufficio delle trasmissioni verso Cuba (Radio e TV Martí e martinoticias.com). Hanno anche approvato budget simili con gli stessi scopi per il Venezuela (35 milioni di dollari) e il Nicaragua (5 milioni).
  • Il governo cubano rilascia “per motivi di salute” Ariel Ruiz Urquiola, scienziato condannato a un anno di carcere per le sue critiche alle autorità.
  • Procede la proposta di riforma costituzionale sotto la guida di Raúl Castro. I mezzi di comunicazione e i funzionari governativi stanno distribuendo informazioni e dettagli per discutere di una riforma che verrà sottoposta a referendum.
  • Due volte campione olimpico di pugilato, Robeisy Ramírez è fuggito e ha abbandonato la squadra cubana durante l’allenamento in Messico. Il governo cubano ha criticato Ramírez e lo ha accusato di voltare le spalle “all’impegno contratto con il proprio Paese”.

Porto Rico

  • Il rapporto su “Giustizia ambientale, disuguaglianza e povertà a Porto Rico” denuncia la disattenzione da parte delle autorità americane a nove mesi dalla devastazione causata dall’uragano Maria. Segnala anche l’aumento allarmante della disuguaglianza e della povertà sull’isola. Il documento è stato preparato dall’Istituto Caraibico per i Diritti Umani e dall’Università Interamericana di Porto Rico.
  • Le autorità portoricane presentano a Washington il certificato per l’ammissione dell’isola a diventare il 51° stato degli Stati Uniti.

Guatemala

  • Le autorità del Guatemala portano a 113 il numero finale di vittime dopo l’eruzione del Volcán de Fuego e a 332 il numero delle persone scomparse. Il governo guatemalteco ha prolungato di altri 30 giorni lo stato di calamità in diverse regioni del Paese.
  • Migliaia di persone, così come diversi deputati, hanno protestato contro la decisione del governo di ridurre le pene per femminicidio. Secondo “ONU donne”, il Guatemala è uno dei cinque Paesi con i più alti tassi di femminicidio nel mondo (877 donne uccise nel 2017).

Honduras

  • Un’inchiesta della Missione di supporto contro la corruzione e l’impunità dell’Organizzazione degli Stati Americani, OEA, accusa 38 politici e alti funzionari di dirottare fondi pubblici per le campagne elettorali, di riciclaggio di denaro sporco e altri reati economici e segnala gli ostacoli frapposti da questi gruppi di potere nelle indagini anti-corruzione.

El Salvador

Nicaragua

  • Humberto Ortega chiede a suo fratello, il presidente Daniel Ortega, di «smantellare immediatamente le forze di parapolizia e ogni altra organizzazione illegale». Chiede anche ai manifestanti di «togliere tutte le barriere» e chiede una soluzione pacifica che preveda un pronunciamento elettorale.
  • Il cancelliere nicaraguense, Denis Moncada, assicura dinanzi alla Commissione dei diritti interamericana dei diritti umani (IACHR) che l’attuale crisi in Nicaragua è iniziata sulla scia di false notizie sul presunto assassinio di uno studente, incolpando gruppi violenti fuori dallo Stato di estendere la paura nel Paese.
  • Intervistata da La Marea, l’ex guerrigliera sandinista, scrittrice e attivista nicaraguense, Gioconda Belli critica il governo del Nicaragua e la repressione governativa delle proteste.
  • L’organizzazione dell’Alleanza Civica chiama per questo sabato a una marcia nazionale per chiedere le elezioni e giustizia per le persone uccise nelle proteste degli ultimi due mesi, così come la fine del governo di Daniel Ortega.
  • Secondo l’Associazione nicaraguense per i diritti umani, sale a 309 il numero di morti dall’inizio delle proteste in aprile di quest’anno; il Centro per i Diritti umani del Nicaragua ne ha segnalati 220. Il governo ne riconosce 47.

Costa Rica

  • Per la prima volta nella storia del Paese, il governo concede a un omosessuale la pensione per il compagno deceduto, un riconoscimento che fino ad ora era stato impossibile ottenere.

Colombia

  • Iván Duque, presidente eletto della Colombia, partecipa a Madrid a un vertice internazionale sull’economia circolare organizzata dalla Advanced Leadership Foundation (ALF). Partecipano all’evento anche l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’ex presidentessa ecuadoriana Rosalía Arteaga e numerosi premi Nobel.
  • Secondo l’associazione “Somos Defensores”, negli ultimi dodici mesi sono stati assassinati 106 leader sociali. Secondo l’ufficio del difensore civico colombiano, ogni tre giorni viene assassinato un leader sociale nel Paese.
  • Il governo colombiano regolarizzerà gli immigrati di origine venezuelana registrati nel Paese (attualmente sono stati censiti 819.034 venezuelani, di cui 442.462 si trovano in una situazione irregolare).
  • I rappresentanti del governo colombiano riprendono il dialogo per la pace con i guerriglieri dell’esercito di Liberazione Nazionale (ELN).
  • Diversi deputati delle FARC compaiono per la prima volta davanti alla Commissione per l’accertamento della verità. «Esporremo le ragioni storiche che hanno guidato le nostre azioni. Ci assumiamo le responsabilità che ci spettano e speriamo che facciano lo stesso il resto degli attori nel conflitto», ha detto su Twitter Rodrigo Longoño ‘Timochenko’, presidente del partito FARC, che riunisce i membri della cessata guerriglia.

Panama

  • Il presidente Juan Carlos Varela fallisce nel suo primo tentativo di avere il sostegno politico per convocare una assemblea costituente che elabori una nuova Costituzione.

Venezuela

  • L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani pubblica una relazione in cui evidenzia l’impunità che sta dietro più di 500 omicidi, presumibilmente commessi dalle forze di sicurezza dello Stato.
  • L’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ribadisce ancora una volta la proposta per il riconoscimento del processo elettorale in Venezuela ed afferma che «è necessario cooperare, non cercare l’implosione».

Ecuador

  • La giustizia ecuadoriana ha deciso la detenzione preventiva per l’ex presidente Rafael Correa per la sua presunta partecipazione al rapimento di un deputato dell’opposizione nel 2012. Inoltre, ha chiesto all’Interpol l’arresto di Correa, che si trova a Bruxelles (Belgio). L’ex presidente ecuadoriano ha detto di essere vittima di persecuzioni politiche e ha ricevuto messaggi di sostegno da numerosi leader latinoamericani della sinistra, tra cui i presidenti venezuelano e boliviano, Nicolás Maduro ed Evo Morales, così come dagli ex presidenti Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile) e Ollanta Humala (Perù). Il governo ecuadoriano ha risposto a questi messaggi di solidarietà inviando note di protesta ai governi venezuelano e boliviano.

Brasile

  • La polizia brasiliana afferma di avere prove che incriminano il presidente non eletto Michel Temer per una rete di corruzione che coinvolge diverse aziende.
  • Michel Temer annuncia l’inclusione di altri cinque progetti nel suo pacchetto di privatizzazioni. Si tratta di 10 lotti di linee di trasmissione dell’energia, due compagnie ferroviarie statali e due pozzi petroliferi per le perforazioni nel sottosuolo marino. Tra le aziende più interessate alle privatizzazioni ci sono diverse multinazionali spagnole.
  • L’ex presidente Lula, in carcere da aprile per reati di corruzione passiva, ha confermato la sua intenzione di essere candidato alle elezioni presidenziali di ottobre e ha espresso la sua sfiducia nei confronti della giustizia brasiliana.
  • L’ex presidentessa Dilma Rousseff, dimissionata nel 2016, ha annunciato che parteciperà alle elezioni come candidata per il Senato brasiliano.
  • L’azienda statale Petrobras e il gigante cinese per l’energia CNPC hanno stipulato un accordo per completare la costruzione congiunta di una raffineria a Rio de Janeiro. Il progetto prevede un investimento di oltre 10 miliardi di dollari.

Perú

  • L’ufficio del procuratore peruviano formalizza l’inchiesta contro tre deputati, tra cui Kenji Fujimori, figlia dell’ex dittatore graziato Alberto Fujimori, per presunti reati di corruzione e traffico di influenze. Accusa Kenji Fujimori di aver comprato voti per evitare il dimissionamento dell’ex presidente Pedro Kuczynski, autore dell’atto di grazia a Alberto Fujimori.

Bolivia

  • Toribio Ticona diventa il primo cardinale indigeno della Bolivia.
  • Il presidente Evo Morales è stato operato urgentemente per un tumore che doveva essere rimosso. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli su questa operazione.

Argentina

  • Il peso argentino continua a svalutarsi rispetto alla valuta statunitense e tocca il minimo storico di 28,9 pesos per dollaro, diventando una delle valute che hanno perso più valore nell’arco dell’anno in corso.
  • Gli ultimi dossiers pubblicati relativi a Panama Papers indicano che Gianfranco e Mariano Macri, fratelli del presidente Mauricio Macri, hanno nascosto in Svizzera quattro milioni di dollari.
  • Il governo argentino ha licenziato 354 lavoratori (il 40% della forza lavoro) dall’agenzia pubblica di Notizie Telam. Dall’arrivo di Macri al potere in Argentina, sono stati licenziati 4500 dipendenti pubblici.
  • Il 25 giugno, l’Argentina ha vissuto uno sciopero generale contro le politiche liberali del governo. Lo sciopero nazionale è stato indetto dalla Confederazione generale del lavoro (CGT) e per 24 ore non c’è stato trasporto pubblico, le esportazioni sono state ridotte e l’attività finanziaria pure.

Cile

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Gli autori

lamarea.com

La Marea è il nome di una rivista mensile cartacea spagnola e di un quotidiano digitale (lamarea.com) editi da MásPúblico S. Coop, una cooperativa di lettori e di lavoratori nata nel dicembre 2012, con l'obiettivo di un giornalismo rigoroso e impegnato nell'approfondimento politico e culturale.

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