Simona Vinci, L’altra casa (Einaudi, 2021)

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Simona Vinci ha il coraggio (che a molti autori italiani manca) di andare oltre i generi e di sfidare le convenzioni, senza mai cercare il favore del pubblico adagiandosi nella ripetizione o nello schematismo. L’altra casa, uscito per Einaudi poche settimane fa, è un testo onirico e complesso, che dipinge le atmosfere gotiche di una “casa maledetta” per arrivare alle ossessioni dei personaggi, in qualche modo maledetti anch’essi. Lo spunto reale (la mezzosoprano Giuseppina Pasqua, realmente esistita, così come è reale la casa a Budrio nella quale si svolge la vicenda) si perde in turbamenti fantastici (tra Henry James e Shirley Jackson), sfiora l’incubo hitchcockiano del peccato e della colpa, evoca il melodramma delle opere liriche mescolando il tutto con salti spazio-temporali. Un gioco letterario di citazioni, di evocazioni sottintese, di rimpianti, rimorsi e riscatti che non era semplice mettere in scena. Invece il libro si slega da qualsiasi cliché e deja-vu e diviene un romanzo ipnotico e profondo. Coraggioso, appunto.

Segnalazione di
Matteo Poletti
Libraio de La Città del Sole
via Walter Fontan 4, Bussoleno (Torino)
tel. 0122.744020
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