Jordan Farmer, Un diluvio di veleno (Jimenez, 2021)

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La voce narrante di questa ballata folk che ricorda i film americani malinconici e dolenti degli anni settanta è quella di Hollis Bragg, menestrello malato e deforme che scrive musica e osserva il deteriorarsi di un paese senza speranza – la provincia degli Stati Uniti. Racconta di piccoli negozi che chiudono, di politici corrotti che finiscono di spolpare prede sfinite, del capitalismo che finisce di avvelenare una natura già contaminata, di qualche ribelle che non si arrende, e della speranza racchiusa nel potere dell’arte e della protesta, a contrastare il veleno del mondo, generato solo e sempre dalla cecità del genere umano. Il lirismo di fondo accompagna gli accordi del menestrello e fa di questo libro un piccolo gioiello di pura poesia realistica. Perché, come dicevano già i film degli anni settanta, malato e deforme era il sogno americano. Che ormai si è dissolto.

Segnalazione di

Matteo Poletti
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