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Murat Cinar, giornalista, è in bilico tra Turchia e Italia. Nato in Turchia da padre georgiano e madre turca, vive in Italia da otto anni. Nel nostro Paese ha scritto per Il Manifesto, BabelMed, Prospettive Altre, Glob011, Tgcom24 ed E-il mensile. Corrisponde per le radio Blackout, Onda d'Urto, Onda Rossa, Città Aperta, Border e Banda Larga. È uno dei fondatori redattori dell'agenzia di stampa internazionale Pressenza Italia e il capo redattore dell'edizione in lingua turca. Finché riesce a ricavare un po' di ossigeno dalla città e qualche ora libera dal lavoro prova a scrivere racconti, non di rado ironici, tratti da ciò che osserva e sperimenta.

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Lukašėnka, Erdogan e l’Europa

La crisi umanitaria ai confini di Bielorussia e Polonia ripropone il problema delle deleghe al controllo dei flussi migratori conferite dall’UE a diversi regimi autoritari. È sempre più evidente il fiato corto, oltre che il disvalore etico, di posizioni come quella secondo cui «Erdogan è un dittatore di cui abbiamo bisogno». Perché è un attimo cambiare quel nome con Lukašėnka.

Clima e nucleare: le contraddizioni della Turchia

La Turchia era l’unico paese del G20 a non aver firmato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015. Il 6 ottobre questo vuoto è stato riempito. Ma la stessa sera sono stati approvati due disegni di legge che definiscono i rifiuti nucleari come prodotti che possono essere rigenerati e utilizzati, con il rischio di trasformare la Turchia in una discarica nucleare.

Il dittatore turco. Una guida per il presidente Draghi

Il nostro presidente del Consiglio ha definito Erdogan un dittatore. Definizione giusta che, peraltro, richiede comportamenti coerenti. Lo sottolinea un giornalista turco, che invita Draghi a visitare alcuni luoghi simbolo della dittatura: dal campus di Bogazici al carcere di Edirne, dove da cinque anni langue Selahattin Demirtas.