Salvatore Bianco, già insegnante di storia e filosofia e poi funzionario presso un ministero, attualmente collabora con la CGIL di Bologna.

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Il “sistema guerra” e la necessaria reazione dal basso

La guerra è la veste che assume, oggi, il conflitto sociale. La nuova ristretta “aristocrazia del denaro” si esprime, infatti, attraverso il potere politico, finanziario e mediatico e il “complesso militare-industriale”. Non sarà il liberalismo, che nei momenti difficili rivela la sua inettitudine, a invertire la tendenza ma solo una politica dal basso che recuperi un disegno di liberazione coerente con le esigenze delle classi popolari.

Per un bilancio critico del neoliberismo

Tramite una vera e propria rivoluzione politica e sociale, sia pure apparentemente incruenta, sul finire degli anni Settanta del secolo scorso si è affermata, imposta dall’alto, una nuova visione generale del mondo. Essa ha demolito in un decennio, o poco più, lo Stato sociale keynesiano, egemonico nel trentennio precedente, istituendo via via, in forme sempre più compiute, una sovranità globale di mercato.

L’Occidente e le espulsioni di massa

Le espulsioni di massa di migranti sono diventate, nelle democrazie occidentali, la priorità. Lo proclama apertamente Donald Trump, ma il fenomeno ha una portata generale. È l’ultimo frutto del liberismo. Senza una rivolta salutare anche all’interno delle élites, frutto del risveglio di coscienze da troppo tempo sopite, è difficile immaginare un futuro migliore, anzi, più semplicemente, un futuro.

L’orologio della guerra e le luci della pace

La guerra in Ucraina prosegue senza che se ne veda la fine per responsabilità molteplici. Il costituzionalista Antonio Cantaro le ripercorre in un recente libro (“L’orologio della guerra, chi ha spento le luci della pace”) che ha il pregio di guardare anche al dopo con l’auspicio, tratto da “La pace perpetua” di Immanuel Kant che, nel mondo, un assetto multipolare sostituisca le vocazioni a una “monarchia universale”.

Ucraina: l’ultimo appello di Francesco

Mentre i rischi di una guerra nucleare si accentuano il papa dedica l’intera riflessione domenicale alla pace. Con un appello più concreto che mai: «tacciano le armi!», e dunque un cessate il fuoco immediato; poi, si ripristini l’integrità territoriale dell’Ucraina; infine, si rispettino i diritti delle minoranze russofone e le legittime preoccupazioni della Russia. È, forse, l’unico equilibrio possibile.

Il gas naturale al Casinò di Amsterdam

L’aumento a dismisura del prezzo del gas naturale è inevitabile? No. È, piuttosto, l’effetto della scelta di attribuire a una Borsa la fissazione di tale prezzo a livello comunitario. Non è stato sempre così: un tempo il prezzo era appannaggio degli Stati e fissato mediante accordi bilaterali. Non c’è alternativa. Ci vuole una marcia indietro che modifichi strutturalmente l’attuale meccanismo di formazione del prezzo.

Un voto contro Meloni e contro le oligarchie

Lo scontato imminente trionfo della destra non è un unicum, uno sconvolgimento delle nostre fondamenta costituzionali. Esso si colloca piuttosto in un quadro di sostanziale continuità con un passato in cui l’élite dominante nostrana ha puntato su diversi cavalli pur di controllare le leve del potere reale. Per incrinare questa linea è importante sostenere le forze, dal M5S in giù, più invise al mainstream.