Dall’ormai lontano 1978, con l’approvazione della Legge Basaglia, in Italia il concetto di salute mentale è così radicalmente cambiato, da ricordare la differenza tra la concezione tolemaica del sistema solare e quella che si è affermata con Copernico e Galilei. In seguito a questa rivoluzione, l’antico approccio segregante, di carattere carcerario, oggi è di fatto un crimine contro l’umanità e il pilastro sul quale poggia la cura del disagio mentale è l’inclusione nella comunità. Ormai, quando diciamo salute mentale non solo abbiamo in mente un duplice stato di benessere – psicologico e sociale – ma sappiamo che nella maggior parte dei casi è il malessere sociale a produrre o ad aggravare quello psicologico. Per noi oggi la salute mentale permette infatti a ogni individuo di realizzare il proprio potenziale, di gestire lo stress quotidiano, di lavorare con soddisfazione e di offrire il proprio contributo alla buona salute della comunità, che dal benessere dei singoli ricava vantaggi di elevato valore umano ed economico. Ala luce di questa sua funzione essa merita senza dubbio la massima attenzione e ogni possibile risorsa.
Come ci ricorda A beautiful Mind, celebre film di Ron Howard – narrando la storia di John Forbes Nash Jr., Premio Nobel nel 1994, la cui mente geniale, pur gravemente segnata dalla schizofrenia paranoide, ricondotta dal manicomio al suo ambiente accademico, produsse mirabili risultati scientifici – la salute mentale non è semplicemente assenza di malattie o disturbi, ma una risorsa fondamentale per la vita individuale e collettiva di tutti i giorni. Indebolendo le strutture che di questa salute si occupano i danni che può fare la politica sono enormi, quando a guidarla sono le cieche ragioni del bilancio economico, che fanno puntualmente a pugni con l’interesse dell’umanità, sia che si tratti di salute, di ambiente, di formazione e più in generale di civiltà.
La Regione Campania sembra ignorarlo, ma tutti possiedono una salute mentale che va curata e allenata, al di là dalla presenza o meno di una specifica condizione o patologia psichiatrica. Mentre siamo circondati da sperperi indecenti e criminali evasioni fiscali, disinvestire su questa risorsa, riducendo la politica al conto della spesa non significa solo governare male, ma lavorare per riportare l’età contemporanea alla preistoria. Purtroppo se si parla di salute mentale, la scellerata regionalizzazione della Sanità Pubblica non consente di fare riferimento a dati nazionali, sicché ci si può solo riferire a dati privi di valore univoco e generale, ma sappiamo quanto basta per dire che nello sfascio disumano in cui ci ha trascinato la politica prigioniera dell’economia, l’area di Napoli costituiva fino a poco fa un’eccezione positiva, perché storicamente i Centri di Salute Mentale assicuravano ancora l’assistenza nei giorni festivi e nei turni notturni. Un’eccezione che in questi giorni è stata condannata a morte.
La Regione guidata da Fico, infatti, ha deciso che anche a Napoli negli orari notturni le richieste urgenti di soccorso psichiatrico e le emergenze notturne siano affrontate (si fa per dire) dal Numero Unico Europeo, il 118, che altro non può fare se non inviare a quei Pronto Soccorso nei quali sono attivi per 24 ore gli SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura). La Regione sa che che a offrire questi servizi in città ci sono solo tre Ospedali? C’è chi ha detto a Fico che l’andamento degli accessi e delle richieste di soccorso dal 2020 ad oggi mostra nel Paese – e Napoli non fa eccezione – una crescita costante? Se nessuno l’ha informato, sappia che prima del Covid, nel 2019-2020, gli accessi ai Pronto Soccorso per problemi di natura psichiatrica ammontavano a circa 421.000 all’anno e, costituivano il 3,2% del totale nazionale; dal post-Covid al 2024, la richiesta è sensibilmente aumentata, sicché, secondo il Ministero della Salute, siamo giunti a oltre 573.000 accessi nel 2023 e un anno dopo abbiamo toccato il picco di 636.113 accessi psichiatrici in Pronto Soccorso (circa 1.700 casi al giorno)?
Fico e i suoi sanno che per la forte disomogeneità territoriale nella copertura dei servizi di salute mentale le richieste di soccorso e codici di accesso gravano esclusivamente e in misura estremamente pesante sui Pronto Soccorso della città e dell’intera regione? Se non lo sanno, si informino e se invece sanno, spieghino come intendono risolvere il problema: con ristrutturazioni, chiusure e tagli all’Assistenza notturna? Spieghino per favore e facciano presto, perché se è così, non ci sono dubbi: occorre aprire d’urgenza Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura nel Palazzo della Regione.
