Il Governo, il “salario giusto” e la truffa delle parole

“Il decreto legge del 1° maggio migliorerà le condizioni dei lavoratori”. Così dice il Governo. Ma la realtà è altra e l’operazione si rivela di pura facciata: il salario “giusto” cui si fa riferimento è quello minimo (e insufficiente) previsto dalla contrattazione collettiva, il contrasto al caporalato digitale non fa che confermare quanto stabilito dalla giurisprudenza e le aziende che violano la legge e i contratti restano impunite.