«Il futuro è come ve lo creerete, voi perciò createvelo buono». Forse è dalla suggestione di questa battuta, tratta dal film Ritorno al futuro, che hanno preso lo spunto i creativi di Fratelli d’Italia nel costruire il breve video Il futuro ha bisogno di voi in occasione del 2 giugno che, attraverso la promozione del voto alle donne, intende in realtà celebrare la leader maxima Giorgia Meloni. Il video, ambientato l’1 e 2 giugno 1946 in una cittadina di provincia, ci mostra una donna molto incerta sulla decisione di esercitare o meno il diritto di voto al referendum istituzionale. Nonostante le molte sollecitazioni (per strada, in famiglia, al cinema) sarà solo in seguito a un sogno premonitore, che le mostra un futuro radioso con una donna Presidente del Consiglio, che, in modo convinto, si recherà a votare. L’estetica strizza l’occhio al film di successo C’è ancora domani.
Molti sono stati i commenti che evidenziano una lettura storica perlomeno parziale che, con un audace salto temporale, passa da Anselmi e Jotti a Casellati e Cartabia (i cui ritratti sono appesi lungo il corridoio attraversato da Teresa durante il sogno), per atterrare trionfalmente a Meloni. Ma si sa, nei viaggi nel tempo non tutto è sempre controllabile. Forse manca qualche altra donna per significare il percorso di emancipazione femminile? Per non dire poi dei fenomeni politici e sociali che, anche senza figure di spicco come riferimento, hanno cambiato il mondo… Ma si tratta di un breve video per i social e il tempo è tiranno. Forse è anche per questo che, mentre la Storia scorre, già incombe in sottofondo il sonoro della incoronazione di Meloni come Presidente del Consiglio…
Stiamo naturalmente parlando di propaganda di partito, per cui sono legittime omissioni o letture di parte, in cui la destra è gran maestra. Diverso si fa il discorso quando, per aumentare l’impatto cognitivo, e soprattutto emotivo, del video, si utilizzano elementi falsificati. Non si tratta evidentemente di errori, come quello del soldato romano con l’orologio al polso nel film Scipione l’africano (film tra l’altro fortemente voluto da Mussolini per motivi propagandistici: quando si dice i ricorsi della Storia). No, in questo caso a essere manipolati sono elementi non centrali ma che servono a conferire credibilità alla storia e, in definitiva, a rafforzarne il messaggio. Quindi è grave se, per questo motivo, si falsano i riferimenti storici, anche se si tratta di fiction, di propaganda e non di divulgazione.
Vediamoli questi elementi: il primo è il manifesto del film Paisà che compare sullo sfondo all’ingresso nella sala cinematografica della protagonista Teresa, con famiglia al seguito. Il film fu presentato al Festival di Venezia a settembre del 1946 e fu distribuito in Italia a marzo del 1947, quindi difficilmente poteva esserci già la locandina, non essendo le strategie di marketing aggressive come oggi. Le immagini di cinegiornale che scorrono sullo schermo, invece, si riferiscono effettivamente alle amministrative del marzo 1946, quando le donne dei comuni interessati avevano già votato, ma il commento (originale) – «oggi per la prima volta le donne italiane si recano a votare» – rafforza l’idea che sia una sorta di instant movie, cosa non possibile ai tempi. Mentre la tapina, sempre più incalzata ad andare a votare, terrà duro fino al sogno (incubo?) rivelatore. Il secondo elemento temporalmente falsificato è la prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno, titolo a quattro colonne “Tutti alle urne”, letta dal marito la sera prima della consultazione, mentre invita la moglie a votare il giorno successivo. Peccato che quella pagina sia dell’edizione del 2 giugno. Un vero caso di preveggenza… Per non farsi mancare niente segnaliamo poi la marca del megafono RCF utilizzato in apertura per la propaganda elettorale. La RCF, gloriosa e tuttora attiva azienda italiana di impianti audio, è stata fondata nel 1949. Infine, il carabiniere di guardia all’entrata del seggio indossa una divisa odierna e non dell’epoca. Questi ultimi due elementi (chissà se li abbiamo individuati tutti) probabilmente sono più frutto di economie di produzione, se non di aperta sciatteria, che non di manipolazione consapevole della realtà storica. Resta che l’insieme dà un senso di vertigine spazio-temporale che neanche i più audaci film di Christopher Nolan …
Ma voliamo basso e riprendiamo il riferimento iniziale a Ritorno a futuro. Se vi ricordate, allora (nel primo film, in particolare) si trattava di tornare indietro nel passato con l’obiettivo di modificarne gli eventi in modo da migliorare la condizione presente. L’intento di questo video, così come costruito, ci pare esattamente questo. In campi più seri si parlerebbe di revisionismo storico. Qui si tratta perlopiù di un gioco, ma, di questi malaugurati tempi, rischia di far più danni l’alterazione di un contenuto social che quello di un saggio storico. Sul sito di Fratelli d’Italia, nell’entusiastica presentazione del video, si conclude dicendo che «Teresa andrà a votare a testa alta, con entusiasmo e orgoglio, perché ha compreso che è arrivato il momento di fare la storia». Noi siamo certamente dalla parte di Teresa, ma non di chi la Storia la vuole rifare, a suo uso e consumo.
Allo slogan finale «Il futuro ha bisogno di voi» si potrebbe allora contrapporre, sempre da Ritorno al futuro, la battuta: «Vedi Marty, se ti ci metti con impegno raggiungi qualsiasi risultato!». In questo caso l’impegno c’è stato, non c’è che dire. Sul risultato stendiamo invece un velo pietoso… Buona visione!
