Questa destra al governo viene da lontano

Il successo di Fratelli d’Italia non è attribuibile solo alla presenza mediatica della sua leader. C’è, insieme, un blocco sociale di interessi e un solido radicamento territoriale costruito nel tempo lungo tre rivoli principali: appartenenti alla “destra storica” e/o “extraparlamentare”, transfughi di Forza Italia e una schiera di sindaci, assessori e consiglieri appartenenti alla piccola e media borghesia dei servizi.

Conservatori, un nome nuovo per la destra estrema

Da tempo è evidente la volontà di Fratelli d’Italia di darsi una rappresentazione diversa da quella di semplice partito postfascista. La parola scelta per tale operazione è “conservatori”, già etichetta di una categoria molto ampia ed eterogenea. Intanto, su scala mondiale – dagli Usa all’India, dall’Europa al Brasile – il conservatorismo si sta trasformando, con lo spostamento del proprio baricentro verso la radicalità.

Poteva andare anche peggio. No

L’esito elettorale non lascia spazio a interpretazioni. La destra ha vinto e dispone, oggi, di 112 seggi su 200 al Senato e di 235 su 400 alla Camera. Il prossimo Governo sarà guidato da Giorgia Meloni e vedrà, verosimilmente, Salvini al ministero dell’Interno. La sinistra non c’è più. Ed è difficile persino individuare i soggetti che potrebbero concorrere a ricostruirla. Ma occorre ripartire: senza ripetere i vecchi errori.

Blocco navale, naufragio morale

Fermare in ogni modo il flusso dei profughi provenienti dal Nord Africa è da sempre l’ossessione della destra. In questa campagna elettorale FdI vi aggiunge la proposta di un “blocco navale” intorno alle coste libiche, incurante della palese violazione del diritto internazionale e dei precedenti tragici nella storia nazionale. Eppure la storia del secolo scorso mostra dove porta far strage di diritti (e di corpi).

Il fascismo è un pericolo concreto e attuale

Dopo la spedizione squadrista contro la sede della Cgil c’è chi si chiede se siamo di fronte a un reale pericolo fascista o a gesti criminali di frange isolate. La risposta è netta. Il fascismo è un pericolo concreto: per la reiterazione delle sue manifestazioni, per i collegamenti con forze politiche strutturate, per l’acuirsi delle disuguaglianze che alimentano sfiducia e risentimento.