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In Italia cresce la povertà assoluta

La fotografia del Paese proposta dall’Istat è impietosa: nel 2022 la povertà assoluta è aumentata in Italia sia per le famiglie che per gli individui; ha colpito in modo marcato i minori; è stata molto elevata tra gli stranieri e più diffusa tra le famiglie che vivono in affitto. Ma la cosa sembra non sembra interessare nessuno, forse perché – come dice papa Francesco – «ai poveri non si perdona neppure la loro povertà».

La situazione del Paese

La situazione del Paese che emerge dal Rapporto 2023 dell’Istat è complessa e presenta, inevitabilmente, alti e bassi. Poco incoraggiante, peraltro, è il quadro del benessere delle nuove generazioni. Gli indicatori al riguardo sono, infatti, ai livelli più bassi in Europa. Per invertire la tendenza occorrono investimenti ingenti che accompagnino e rafforzino le condizioni di vita dei giovani fin dai primi anni di vita.

2022: Un Paese in grave sofferenza

La crisi di governo è aperta. Tutti la deplorano ma pochi segnalano la situazione sociale drammatica e l’inadeguatezza degli interventi per contenerla messi in campo dal governo (che, anzi, avrebbe voluto ridimensionarli). Un quadro impietoso della situazione viene dal Rapporto 2022 dell’Istat che evidenzia, tra l’altro, una povertà assoluta in costante aumento.

La povertà in Italia nel 2020

I dati del Rapporto presentato dall’Istat sulla povertà in Italia nel 2020 sono espliciti. Sono in povertà assoluta più di due milioni di famiglie, pari a 5,6 milioni di persone, record dal 2005. Per quanto riguarda la povertà relativa, le famiglie sotto la soglia sono poco più di 2,6 milioni, con l’incremento di un punto percentuale dall’anno precedente.

Il benessere equo e sostenibile in Italia

L’inadeguatezza del Pil come parametro per valutare il benessere della popolazione è sempre più evidente. Per questo l’ISTAT ha attivato da dieci anni un progetto per effettuare tale valutazione in base a un’ampia pluralità di indicatori. Il rapporto 2020 mostra, anche sul punto, un Paese in grave difficoltà e sofferenza, seppur con qualche riserva di speranza.